CALTANISSETTA – La metafora è di chiaro stampo calcistico, appende la divisa al chiodo dopo ben 39 anni di carriera. E’ il momento della pensione per Filippo Nicastro, Questore di Caltanissetta. Discreto, ma deciso e risoluto, come è nelle sue note caratteriali, non è facile parlare di una parentesi (se così la vogliamo definire…) della sua vita che ebbe inizio nel 1976 a Trapani con il primo incarico come commissario. Dal mare è partito a al mare ritornerà, lui nativo di Agrigento, pronto a rigenerarsi alla vista dell’azzurro della costa di San Leone. “La mia vita è sempre stata divisa tra ufficio e alloggio, dedicata solo al lavoro. Non faccio bilanci, se volete fateli voi”. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza, si è arruolato in Polizia. E’ stato dirigente della Mobile di Trapani, Agrigento e Reggio Calabria. Ha diretto i commissariati di Piazza Armerina e Gioia Tauro, è stato al vertice della Dia di Caltanissetta per tre anni, prima di ricoprire l’incarico di vicario del questore di Ragusa e di questore a Sondrio. Quattro anni e sei mesi alla guida della questura nissena
“Caltanissetta ha compiuto un salto di qualità; da quando convive con il fenomeno dell’immigrazione non si è mai registrato un atto di intolleranza o di xenofobia nei confronti degli stranieri che chiedono ospitalità. Con grande responsabilità abbiamo affrontato l’allestimento della tendopoli a Pian del Lago durante dell’emergenza sbarchi, o la grande manifestazione dei Forconi con i blocchi stradali, le continue rivolte di clandestini al Cie e affrontato la protesta del Muos e la sicurezza della base. Sempre improntando un confronto e un dialogo, piuttosto che utilizzare le maniere forti”.
Non poteva mancare un passaggio dedicato al personale ed anche ai suoi più stretti collaboratori come il vicario Giuseppe Acciaro, il capo di gabinetto Alessandro Milazzo e l’ispettore superiore Salvatore Falzone. “Eccellente in tutti i ranghi, dall’agente al funzionario compresi anche i sindacati d’istituto e civili che hanno veicolato l’interesse del personale in servizio in Questura. Ho lavorato con persone qualificate alle quali ho delegato molto, un questore che accentra sbaglia. La delega responsabilizza, non è uno scaricabarile, ma casomai responsabilizza il personale”.

