SAN CATALDO – È Roberta Naro il nuovo Presidente del Consiglio Comunale di San Cataldo. Laureata in psicologiae specializzanda in scienze cognitive, 30 anni, eletta nella lista “Riprendiamoci la Città”, quindi componente della maggioranza consiliare.
Sfuma, così, l’intento del Sindaco Giampiero Modaffari di offrire la Presidenza alla minoranza. I tentativi sono stati fatti, il tempo concesso, ma l’eccesso di differenze tra le parti, forse anche qualche ambizione personale di troppo (come “rimproverato” dalla stessa minoranza, pur senza identificarne i destinatari), hanno impedito di trovare una convergenza utile.
Una occasione mancata per un segnale che sarebbe stato il coronamento di una campagna elettorale dai toni moderati, senza eccessi (appena qualche “colpo di coda” alla fine…), dopo un costante rimbalzo di dichiarazioni di “apertura” tra maggioranza e opposizione, e viceversa.
Mancata l’opportunità, la compagine di Modaffari ha provato comunque a dare un segnale diverso, sul solco di un cammino elettorale fatto di messaggi distanti da vecchie gestioni, improntato alla promozione del rinnovamento, che ha portato a un consiglio di persone mai elette prima (ben 17), di giovani (14) e con parità di genere (10 donne e 10 uomini).
Il giorno della votazione, per voce di Gabriele Amico (segretario), Marianna Guttilla e PaolaGiammusso (consiglieri eletti), il PD aveva invitato il Sindaco e la maggioranza a un “tavolo tecnico” per individuare un nome della minoranza condivisibile e votabile anche dalla maggioranza.
Posizione poi espressa da quasi tutta la minoranza (Enzo Calabrese escluso, di cui parleremo dopo) con un comunicato letto da Flavia La Ferrera: “avendo oggi verificato che la sintesi tra le varie componenti della maggioranza non può essere raggiunta, sembra però importante e qualificante che codesta maggioranza mantenga invariata la concessione della Presidenza alla minoranza. Ciò concretizzerebbe inconfutabilmente quel cambiamento di indirizzo politico e amministrativo nell’esclusivo interesse della Città che codesta maggioranza ha fortemente detto di volere effettuare […]”.
Alla dichiarazione risponde il consigliere Epifanio Mistretta, di “Riprendiamoci La Città”, ribadendo che la maggioranza non può e non vuole votare un consigliere di minoranza soprattutto per evitare speculazioni su eventuali accordi sottobanco durante la campagna elettorale. Rifiutato anche il “tavolo tecnico”.
Importante la dichiarazione del consigliere Calabrese, che prende le distanze dalla opposizione in aula: “Mi è doveroso intervenire perché questo documento letto parla di opposizione […] Grazie a questa mia allocazione anagrafica ho avuto modo di conoscere la vera politica, la politica con la P maiuscola. Di quando i partiti, i segretari di partiti e i direttivi, avevano una funzione all’interno del Consiglio Comunale. Oggi tutto questo viene non riconosciuto da tutti i consiglieri comunali, i quali sono convinti di lasciare dietro tutte le coalizioni e i gruppi che ci hanno permesso di essere in consiglio comunale, e di gestire il consiglio e i propri interventi in modo proprio. No, io non ci sto a questi passi […] Organizzazioni che una volta erano compito di chi organizzava la politica… oggi mi chiedo chi organizza queste riunioni della opposizione? I genitori di turno? Quale sedi? Sedi forse di qualche ente a disposizione? No, questa non è politica”.
Calabrese, prima di leggere un documento che andrà agli atti, conclude “Ancora oggi io mi ritengo di essere un centrista e come tale intendo allocarmi: al centro tra l’opposizione, in cui non mi riconosco, e la maggioranza”.
La votazione si apre con la dichiarazione di Salvatore Capizzi, che individua in Roberta Naro il consigliere scelto dalla maggioranza per il ruolo di Presidente, invitando l’opposizione a votarla per farne rappresentante di tutti: dopo una pausa di dieci minuti, l’invito viene formalmente declinato.
Si procede con la votazione, che vede Roberta Naro eletta con 13 voti (12 di maggioranza più, come da dichiarazione di voto, il sostegno di Calabrese). Insediatasi, il neo-presidente prende la parola per i ringraziamenti di rito e enunciando il suo discorso programmatico: “[…] Voglio rassicurare tutti: ho una chiara identità politica, sono espressione di un Sindaco, di una maggioranza e di un gruppo che ha vinto queste elezioni. Ma ho ben chiaro che, da oggi, ho soprattutto il dovere di garantire tutti, seguendo criteri di rigore, equilibrio e imparzialità per consentire una democratica dialettica che possa permettere a ciascun consigliere di eseguire al meglio il suo mandato nel pieno rispetto del regolamento. Da questo momento io divento il presidente di tutti. Ovviamente non mancheranno mai la flessibilità e la ragionevolezza di chi riconosce in ciascuno di voi, indipendentemente dagli schieramenti, quelle condotte costruttive e la buona fede già espressi nella precedente seduta: il dialogo collaborativo sarà il mio obiettivo principale”
Poi conclude: “Mi auguro e vi auguro un buon lavoro, e che questo consiglio comunale possa essere un luogo di crescita politica ma anche culturale e sociale”.
La parola passa brevemente al Sindaco, che esprime soddisfazione per la scelta, evidenziando i connotati etici e sociali della scelta, rimarcando le qualità umane del Presidente, nella piena convinzione che saprà essere di garanzia per tutta l’Assemblea.
Successivamente, il Presidente Naro passa al punto 2 all’ordine del giorno riguardante l’elezione del vice-presidente: la votazione premia Epifanio Mistretta (12 voti).

