“L’imposizione del Pos a commercianti, esercenti, professionisti e aziende è quanto di più inopportuno potesse farsi in una situazione di grave sofferenza per la nostra economia da cui il Paese, con grande sforzo, sta cercando di uscire”. A dirlo il deputato del Nuovo Centrodestra Alessandro Pagano.
“L’obbligo del Pos, – prosegue – il cui rovescio della medaglia corrisponde di fatto al disincentivo dell’uso del contante, non farà altro che deprimere ulteriormente i consumi, rischiando di vanificare misure di stimolo dell’economia come il bonus da 80 euro in busta paga.
A conferma di ciò, – spiega – valgano alcuni esempi come l’aumento delle tariffe e i rincari di prodotti e prestazioni in seguito ai costi di attivazione dei Pos e del relativo servizio che inevitabilmente scoraggeranno i consumatori dal fare acquisti, ricorrere a prestazioni mediche o professionali o ai servizi delle altre categorie professionali.
Si pensi alla particolare composizione della popolazione italiana, caratterizzata da un tasso di persone anziane tra i più elevati nei Paesi Ocse che presenta enormi difficoltà nell’uso di sistemi di pagamento elettronico.
Dalla contrazione dei consumi causata dalla combinazione di tali fattori – sottolinea – non potrà che derivare un minore gettito fiscale per l’erario. Se già oggi la diminuzione dell’impiego del contante per effetto delle norme che ne vietano l’uso oltre i 1.000 euro ha prodotto un’incidenza negativa sul Pil dell’1%, in seguito all’entrata in funzione a regime del provvedimento sul Pos gli effetti negativi a livello del Pil saranno devastanti. Tutto questo – conclude – impone un ripensamento e un’immediata retromarcia”.


