Credo si possa definire vergognosa la faida che, puntualmente, ogni anno, si accende subito dopo l’elezione del Capitano della Real Maestranza.
Si tratta di una situazione di degrado assoluto, sia per la Real Maestranza sia per la città.
C’è sempre lo scontento, c’è sempre l’invidioso, c’è sempre quello che provoca.
Dalle lettere aperte spuntate in quotidiano e giornali on line, appare chiaro che qualcuno che non ha pagato e che non ha partecipato negli ultimi anni, si è risentito perché “non è stato considerato”. In città si è soliti dire: “Ma ‘nnavi cuda u maccarruni?”; cioè, c’è raziocinio in queste cose?
Fa bene chi non vuole rispondere alle provocazioni, perché gli “agitatori” sperano solo di provocare un circolo vizioso di commenti e guerriglie urbane, fatte di lettere, repliche e controrepliche, senza capire che si getta solo discredito sulla nostra Settimana Santa.
Certo, la Real Maestranza non è la Settimana Santa, ma una delle componenti che, forse, ha troppo “potere” tra la altre; ma questo non significa che ogni anno dobbiamo assistere e leggere a queste obbrobriose accuse: se all’interno di un’associazione qualcuno crede di aver subito un torto, perché scrivere sul giornale? Non può andare da un avvocato e gli fa scrivere le ragioni?
Ma poi viene pure da ridere: c’è chi prima accusa un’associazione di non aver seguito alla lettere lo statuto (circa la presunta scadenza del direttivo) e cita pure il codice civile per farsi ragione, poi fa marcia indietro di dice che seppure c’è la legge non bisogna applicarla alla lettera (certo, vogliono far fare al padre il Capitano anche se non ha i requisiti).
Queste cose, gli antichi, le definivano “pro domo sua”, cioè ognuno cerca di tirare acqua al proprio mulino. Ma magari, un minimo di coerenza non farebbe male.
E c’è pure una voce, in città: che in tutto questo ci sarebbe una regia occulta di uno solo, forse per motivi personali.
Che vergogna. Un consiglio? L’onore e il rispetto (ma le fiction le fanno in tv, qui viviamo nel mondo reale) si hanno quando le questioni si sanno risolvere tranquillamente, senza minacce. Fatevi le ragioni, ognuno per conto proprio, privatamente, e senza rovinare la nostra Settimana di Pasqua; evitate di lavare i panni sporchi in pubblico, sulla pelle di una festa religiosa.
Non se ne può più, davvero, di queste porcherie. Non sempre la volpe arriva all’uva, e allora dice che è acerba, ma questo non significa che lo si deve dire per forza a voce alta, ai quattro venti e sprecare inchiostro per queste cose, nel momento in cui ci sono altre emergenze più importanti. Vergogna.
Calogero Lo Coco
Caso Real Maestranza, la lettera di un lettore: “Vergogna”
Mar, 01/07/2014 - 13:58
Condividi su:

