Giocatori si nasce, non si diventa: è questa la conclusione di una ricerca condotta presso l’Università di Berkeley, negli Stati Uniti, che ha evidenziato una chiara correlazione tra alcuni geni e la propensione ad essere competitivi in giochi che comportano scommesse e sfide contro un altro giocatore. La propensione a scommettere è quindi innata, ma pare che ci siano differenze a seconda del gioco in questione.
Lo studio condotto presso l’ Università di Berkeley è partito infatti dal presupposto che un neurotrasmettitore, la dopamina, ècoinvolto nelle interazioni sociali e sono stati presi quindi in esame quei geni che controllano la secrezione della dopamina, in modo da evidenziare come possono essere messi in relazione a comportamenti sociali complessi, come il gioco competitivo che prevede scommesse di denaro.
Ebbene lo studio non solo ha evidenziato una correlazione tra alcuni geni e la propensione a scommettere, ma anche di come siano coinvolte due diverse funzioni cerebrali, che portano ciascuna allo sviluppo di abilità coinvolte nel gioco competitivo. Ai partecipanti all’esperimento è stato infatti chiesto di partecipare ad un gioco al computer, in cui si sfidavano contro un giocatore anonimo e dall’esperimento è emerso che sono coinvolte due aree del cervello con due distinti processi di apprendimento: uno per tentativi ed errori, l’altro chiamato belief learning.
Il primo processo di apprendimento coinvolto nelle strategie competitive, quello per tentativi ed errori, è il più semplice ed ha luogo nell’area del cervello nota come “striato”. È quindi questa l’area del cervello maggiormente coinvolta in giochi di semplice fortuna, ma è importante anche nei giochi in cui bisogna cambiare rapidamente strategia, visto che l’apprendimento per tentativi ed errori consente anche di modificare strategia di gioco in base ai risultati ottenuti.
L’altro processo di apprendimento, il belief learning, è più complesso, poiché consente di crearsi una immagine mentale dell’avversario, capire quale sarà la sua prossima mossa ed anticipare il suo gioco. Si tratta quindi di un processo alla base del successo in giochi di strategia come il poker a torneo e cash (tra i giochi più amati sono i cash games offerti da William Hill Poker online) e gli scacchi, in cui la strategia e l’anticipazione della mossa dell’avversario sono fondamentali. Questa parte del processo di apprendimento ha luogo nella corteccia prefrontale mediale del cervello umano.
Ci sono quindi due distinti processi di apprendimento nel gioco competitivo di strategia e dal team di scienziati della Università diBerkeley sono stati individuati le variabili dei geni che sono presenti negli individui più propensi a scommettere e ad essere competitivi in questi tipi di giochi e di come questi siano coinvolti nella regolazione della secrezione di dopamina. Per questo motivo, le implicazioni di questo studio sono ampie, poiché si riuscirà a comprendere meglio il ruolo della dopamina in diverse malattie, compresi i disturbi nell’interazione sociale.

