Il caso – Dal lunedì al venerdì frequenta Montecitorio manco fosse un parlamentare. Dispensa consigli ai deputati, si erge a conoscitore dei retroscena di Palazzo con i giornalisti. Tuttavia da sabato scorso Sergio D’Antoni è stato costretto a cambiere vita. Ex sindacalista, ex presidente del Palermo, ex vicesegretario dell’Udc – è stato nominato presidente del Coni Sicilia. Abbandonerà definitivamente il Palazzo, o seguirà lo sport siciliano dal Transatlantico?
ROMA – Sabato scorso Sergio D’Antoni – ex sindacalista, ex sottosegretario del governo Prodi, ex presidente del Palermo, fondatore di Democrazia europea (Chi?!), ex vicesegretario dell’Udc, oggi dirigente nazionale del Pd- è tornato in pompa magna con un incarico di rilievo. È stato eletto presidente del Coni Sicilia. A qualcosa, dunque, è servito l’essere presente ogni giorno in quel di Montecitorio. Del resto, dal lunedì a venerdì la giornata di D’Antoni si scandisce fra l’ala fumatori del Transatlantico e la sala lettura della medesima struttura. Sempre impeccabile Sergio da Caltanissetta: rigorosamente in abito sartoriale alterna lunghe conversazioni con gli “amici” di sempre Luigi Cocilovo e Salvatore Cardinale, o, spesso e volentieri, si erge a consigliere di Giuseppe Fioroni e Guglielmo Epifani. Con la mazzetta sottobraccio – di solito si annoverano nell’ordine: Sole24ore, ilFoglio, l’Unità e il Corriere dello Sport – arriva ad atteggiarsi a conoscitore dei retroscena del Palazzo al punto che i cronisti fanno la fila per una chiacchierata con il nostro. Nel weekend, invece, se qualcuno volesse incontrarlo sarebbe costretto a recarsi in un noto bar di Piazza Euclide, sempre nella Capitale, dove Sergio di Caltanissetta adora leggere giornali sorseggiando un buon caffé Illy. Ecco, da sabato scorso la roadmap settimanale è stata stravolta. E D’Antoni tornerà più spesso nell’amata Sicilia, la stessa che lo bocciò alle “parlamentarie” del 29 e 30 dicembre del 2012, quando “Sergio” venne sonoramente sconfitto da ignoti candidati democrat. Sempre che il nostro non voglia abbandonare Montecitorio e seguire lo sport siciliano con un iphone da un divanetto del Transatlantico.
Giuseppe Falci (pagina99)
Twitter: @GiuseppeFalci

