Salute

Acquaviva, campo coltivato a …cannabis: denunciati due fratelli, la mamma e la zia

Redazione

Acquaviva, campo coltivato a …cannabis: denunciati due fratelli, la mamma e la zia

Lun, 23/06/2014 - 18:05

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Cannabis 4Una piantagione di cannabis è stata scoperta nelle campagne di Acquaviva. In un fondo di proprietà di una famiglia di agricoltori, i carabinieri della locale stazione e quelli della Compagnia di Mussomeli hanno trovato 250 piante di canapa indiana. Un giardino di marijuana piuttosto rigoglioso; alcune piante avevano superato i 2 metri di altezza. Quattro le persone denunciate, tutte riconducibili allo stesso nucleo familiare. I veri coltivatori sarebbero stati due fratelli, di 32 e 36 anni. Ma a beccarsi la segnalazione all’autorità giudiziaria, per produzione e coltivazione di sostanze stupefacenti, sono state pure le proprietarie dell’area, e cioè la mamma dei due “coltivatori” di cannabis ed una zia, entrambe ultrasessantenni. La piantagione è stata individuata in contrada Mola Mistretta, in una zona impervia e un po’ distante dal centro abitato. Una scoperta giunta per puro caso, dopo che da un normale controllo sul territorio effettuato dai militari della stazione, i carabinieri, da un’altura si erano accorti di una macchia di vegetazione troppo accesa rispetto ad un contesto ambientale quasi arido, brullo. Grazie a dei controlli più accurati i sospetti, che quella macchia di vegetazione altro non fosse che canapa indiana, sono stati poi confermati. Venerdì pomeriggio il blitz degli uomini dell’Arma, coordinati dal comandante “supplente” della Compagnia, il capitano Marco Giovanni Messina che hanno rinvenuto le 250 piante in perfetta salute, questo a significare una cura quotidiana e “amorevole”, resa possibile anche dalla presenza di un ruscello, fonte naturale e costante di approvvigionamento idrico. Poi, da una successiva perquisizione effettuata a casa di uno dei fratelli, grazie anche all’aiuto delle squadre cinofili, sono stati rinvenuti 3 grammi di marijuana ed uno spinello già confezionato. L’intera coltivazione è stata distrutta. L’indagine non termina qui: adesso compito degli investigatori sarà quello di scoprire, se esistente, una rete di fiancheggiatori e cercare di stimare il business di questa normale famigliola di coltivatori…di cannabis.

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