CALTANISSETTA – Poco più di cinquanta infreddoliti tifosi hanno assistito al derby delle polemiche, la gara di prima categoria fra Atletico Caltanissetta e Gela, giocata al “Marco Tomaselli”: per la cronaca si sono imposti gli ospiti con il più classico dei punteggi, 2 a 0. Un segnatura per tempo: Ascia nella prima frazione e Nicotra nella seconda, hanno confezionato il risultato finale.
La gara è stata vietata ai tifosi del Gela, decisione che ha scatenato le reazioni degli abitanti della città del Golfo, primo fra tutti, del sindaco Angelo Fasulo.
Imponente il servizio d’ordine al “Marco Tomaselli”, con poliziotti in tenuta anti sommossa e carabinieri che erano numericamente superiori alle persone presenti sugli spalti. Infatti erano appena una cinquantina gli spettatori che hanno sfidato il freddo per assistere alla contesa: numero che non si discosta molto da quello concernente gli appassionati nisseni che abitualmente seguono i match dell’Atletico Caltanissetta.
In serata all’esterno dello stadio nisseno è stato affisso uno striscione che ha “alimentato” le polemiche.
Infine riportiamo integralmente il comunicato emanato dal direttivo del “Vecchio Stile 1987” storico gruppo che segue le imprese sportive del Gela Calcio. “Oggi si è scritta una pagina ridicola, l’ennesima, di questo LORO sporco Calcio. Per NOI l’anno nuovo ha portato a ricordi vecchi! Ha dell’assurdo il divieto impostoci oggi dalla Questura di Caltanissetta per l’incontro che ha visto il nostro Gela Calcio affrontare al “Marco Tomaselli” l’Atletico Caltanissetta per una gara di Prima Categoria.
E’ assurdo come basti inventarsi delle problematiche inesistenti per mettere in atto abusi che non fanno altro che denigrare il mondo del tifo. Lasciati a casa per presunte rivalità che in passato non hanno mai portato a nulla…in quella che non sarà mai la nostra provincia siamo sempre stati in gita anche in quindici unità. Tra l’altro oggi si giocava contro una squadretta che non ha seguito ma evidentemente rodeva a qualcuno il fatto che ancora una volta potessimo giocare a casa nostra! Ed il solo volere di qualcuno ha trovato esaudimento ad una soddisfazione personale, cosa tipica del calcio di oggi che però finora era lontano anni luce da categorie come quella in cui militiamo oggi. Costretti a rimanere a casa in circa duecento unità, minacciati di essere daspati tutti uno ad uno! Noi continueremo ad essere quello dimostrato fino ad oggi perché Gela e la sua tifoseria sono nettamente superiori a queste bassezze che comunque sia non ci fermano né ci scalfiscono!”.

