PALERMO – Con la deposizione del collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo riprende oggi, nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, il processo per la trattativa Stato-mafia. Dinanzi alla Corte d’assise, presieduta da Alfredo Montalto, nell’udienza numero 17, l’ex uomo d’onore, killer e braccio destro di Toto’ Riina, rispondera’ alle domande dei Pm Nino Di Matteo e Roberto Tartaglia, collegato in videoconferenza da un sito riservato. Mutolo, 74 anni, conobbe in carcere il sanguinario boss corleonese che lo salvo’ dalla ‘mattanza’ degli esponenti del clan Riccobono, di cui faceva parte, nel 1982. Successivamente fu condannato a 16 anni di carcere al maxiprocesso e ha iniziato a collaborare con la giustizia nel 1992. Nel novembre scorso, nel corso di una intervista, Mutolo ha inoltre detto: “La trattativa fra Stato e mafia esiste da sempre, c’e’ stata di sicuro. Il presidente Napolitano, detto con grande rispetto, si e’ voluto immischiare nei processi, vuole coprire qualcosa che non era giusto e nascondere la verita'”. Ha inoltre sostenuto che il giudice Paolo Borsellino “fu ucciso perche’ era contrario alla trattativa, al cento per cento”.


