PALERMO – La silenziosa e costosa vergogna dei portaborse ossia dei collaboratori assunti in fretta e furia dai deputati siciliani. Tutti vi hanno partecipato, tutti hanno foraggiato il più becero clientelismo con i soldi dei siciliani. Il parlamento regionale siciliano (chiamato Assemblea Regionale Siciliana, abbreviato in ARS) costa 150 milioni, un sesto della spesa di Montecitorio. Un vero record tra le regioni italiane. “Il problema – sostiene il Sole240re – è che non si capisce perché occorrano così tanti soldi per far funzionare l’Assemblea regionale siciliana. Il parlamentino dell’isola infatti non bada a spese. Quasi una ricca cornucopia da cui attingere a piene mani”. Il parlamento siciliano, costa cinque volte di più del consiglio lombardo e due volte quello del Lazio.
Sfruttando la legge che garantisce sino a fine legislatura a ogni inquilino di Palazzo dei Normanni un budget di 3180 euro al mese per i contratti fatti prima del 31 dicembre 2013, gli incarichi esterni all’Ars arrivano a quota 250. Guarda caso con l’approssimarsi della scadenza si sono moltiplicati gli incarichi esterni. E oggi, per via di quella norma e della sua sfrenata applicazione, a Palazzo dei Normanni si è raggiunta la percentuale record di tre portaborse a deputato. Nel conto figurano gli assistenti dei singoli deputati, dei gruppi parlamentari e degli uffici di segreteria del Consiglio di presidenza, dunque oltre 250 collaboratori per 90 deputati. E il calcolo non comprende gli “stabilizzati”, altre 85 persone nel foglio paga dell’Ars e che da anni sono a disposizione dei gruppi. Questi soggetti sono stati assunti con i contratti più svariati: co. co. pro., rapporti di lavoro subordinati, a prestazione occasionale e persino quelli da colf. Nella lista dei collaboratori spuntano ammini-stratori locali, politici non eletti e dirigenti di partito.
A tal proposito il M5S, chiamato in causa dalle “pungenti” dichiarazioni del vicepresidente Ars Antonio Venturino (ex grillino), ha emanato un comunicato ufficiale: “Ancora una volta chi opera nella trasparenza è penalizzato rispetto a chi lo fa in maniera carbonara e, spesso, in modo diametralmente opposto al volere di chi lo ha votato.
Noi siamo gli unici ad avere agito alla luce del sole e solo in seguito ad una consultazione della base del Movimento, con tanto di votazione pubblica, per avere il via libera per un ampliamento da tempo necessario alla nostra attività politica e per permetterci di operare nel migliore dei modi, per il solo bene dei siciliani. Se la base avesse votato no, non avremmo effettuatole assunzioni di quelli che, è doveroso precisarlo, non sono “portaborse”, ma professionisti che lavorano senza mai guardare l’orologio, al servizio dell’intero gruppo.
Noi siamo gli unici ad aver messo a disposizione di tutti, sul nostro sito, prima ancora che venissero spacciati come grande “scoop” mediatico, non solo nomi e cognomi degli assunti, ma anche curricula e compensi. Nessun altro lo ha fatto e, crediamo, lo farà mai. Nessun partito, a quanto ci è dato sapere, ha mai consultato i suoi elettori prima di operare in qualsiasi modo. Qualcuno ci dica se questo è omologarsi al sistema, come riportato dagli organi di stampa. Qualcuno ci dica se restituire più del 70 per cento dei nostri stipendi, cosa che continuiamo e continueremo a fare, in perfetta solitudine, è omologarci agli altri.
Anche la conta dei numeri sui contrattualizzati, è solo fumo negli occhi, se si considera la media tra deputati e collaboratori (che corrisponde a 1,8 collaboratori a deputato) del nostro gruppo e quelli di tutti gli altri gruppi. Un esempio? Noi abbiamo una media di meno di due assistenti a deputato e lo stesso moralizzatore Venturino ne ha almeno cinque.
Le critiche, specie se ingiuste, fanno male ma non ci fermano, come forse, qualcuno si augurava. Chi ama la trasparenza non ha paura di nulla”.
Venturino aveva fatto notare come i collaboratori del M5S fossero diventati 29, con 17 contrattualizzazioni avvenute tra novembre e dicembre, ossia, secondo il vicepresidente, il gruppo di Palazzo dei Normanni con più dipendenti in assoluto. Il gruppo ha a disposizione anche 4 lavoratori ‘cosiddetti stabilizzati’.
Nomi, curricula e compensi dei 12, iniziali, dipendenti, sono online da mesi. Immediate le dichiarazioni di chiarimento di Giancarlo Cancelleri, capogruppo M5S: “Nessuno di loro, però ha contratti da collaboratore domestico, ma hanno tutti un co.co.pro da 1.400 euro lordi al mese. E sono tutti avvocati”. Cancelleri ha poi aggiunto: “Prima di allargare lo staff e utilizzare i fondi dei portaborse abbiamo chiesto un parere alla nostra base, i meetup, anche via internet e con esito positivo. Non c’è nulla di scandaloso e peraltro siamo gli unici ad avere fatto conoscere il numero e i curriculum dei nuovi assunti”.

