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Un lettore:”il fallimento sancataldese un’importante precedente nel percorso di maturazione civile e politica delle nostre comunità”

Redazione

Un lettore:”il fallimento sancataldese un’importante precedente nel percorso di maturazione civile e politica delle nostre comunità”

Mer, 11/09/2013 - 19:43

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CALTANISSETTA – Le dimissioni del sindaco di San Cataldo Franco Raimondi e la lettura delle motivazioni che lo hanno indotto a presentarle ci spingono a fare alcune brevi considerazioni che ci possono servire in vista, nel 2014, delle elezioni amministrative a Caltanissetta.
L’esperienza che si è consumata al comune di San Cataldo non può semplicisticamente liquidarsi come un fallimento, ma deve rappresentare un’importante precedente nel percorso di maturazione civile e politica delle nostre comunità.
Non dobbiamo dimenticare che a fondamento della candidatura di Raimondi vi era la strutturazione di un polo civico che si presentava alternativo agli schieramenti politici tradizionali di destra, centro e sinistra, tutti screditati agli occhi dei cittadini.
Al primo turno quell’idea è risultata vincente. Solo al ballottaggio, con il frazionamento delle forze civiche, la proposta del Polo Civico si è annacquata. Quindi, su questa esperienza deve rafforzarsi la convinzione che non ci può essere reale alternativa se non si porta a compimento, con coraggio e determinazione, una rivoluzione culturale e di metodo che sappia realmente affrancarsi dall’inciucio con i partiti tradizionali, espressione consolidata delle dinamiche consociative e affaristiche.
E’ oramai chiaro che le oligarchie di partito utilizzano tutte la stessa metodologia; hanno tutte lo stesso fine: arraffare poltrone e incarichi per sistemare gli amici degli amici.
In questa commedia dell’assurdo anche i leader carismatici del rinnovamento, del rinascimento e della rottamazione sono attori protagonisti nella farsa del cambiamento.
L’esempio più eclatante lo troviamo come al solito in Sicilia con la pseudo proposta rivoluzionaria/rinascimentale del governo Crocetta che di fatto si sta risolvendo nella sistematica applicazione dei metodi dei suoi predecessori Cuffaro e Lombardo.
Siamo al dunque, in una condizione di difficoltà mai registrata sembra che la politica continui a disinteressarsi dei problemi reali dei cittadini comuni. Da Roma, a Palermo come a Caltanissetta il quadro è chiaro! Se non vi sarà una forte mobilitazione dei cittadini tartassati, delle categorie produttive emarginate dalla casta dei confindustriali e soffocate per mancanza di credito, dei tanti lavoratori precarizzati e continuamente offesi per l’incapacità della politica di trovare soluzioni serie e concrete, anche le prossime scadenze elettorali confermeranno il detto gattopardesco del tutto cambia per non cambiare nulla.
Non si tratta, quindi, di definire opzioni o proposte diverse, ma occorre interrogarsi sugli obiettivi politici e programmatici che si intende perseguire.
La nascita e il consolidamento di una seria proposta civica non può prescindere dalla chiarezza dei presupposti e dalla convinzione che non basta cambiare i personaggi o i simboli occorre rafforzare e coordinare la partecipazione diretta dei cittadini, dei comitati e dei movimenti che in questi anni hanno cercato, con il loro impegno disinteressato, di costruire una vera alternativa di sviluppo e di governo locale.
Un appello, quindi, va rivolto oggi al Movimento 5 Stelle, al Movimento Intesa Civica Solidale, ai comitati spontanei, alle categorie produttive e professionali svincolate dalle lobby di potere: non lasciamoci irretire dal gioco dell’individualismo. Umilmente cerchiamo di essere ognuno forza e propulsione per l’altro. Le nostre comunità hanno bisogno di coesione, i giovani hanno bisogno di essere valorizzati, gli imprenditori hanno bisogno di accedere con più facilità al credito senza esortazioni di facciata, così come i lavoratori non devono essere ridotti alla stregua di assistiti terminali. Tutto questo può e deve realizzarsi non attraverso l’adozione di formule generiche buone per tutti i gusti, ma nella cornice di un nuovo e avanzato patto di cittadinanza, di un esigibile progetto di partecipazione democratica volto ad una più giusta condivisione delle nostre ricchezze collettive, così a lungo predate e sprecate per un pluridecennale corso di conformismo e consociativismo politico a vantaggio di pochi.
Un Cittadino Nisseno
Vincenzo Terrana

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