SAN CATALDO – Dopo lunga riflessione, con una profonda ferita al cuore che difficilmente potrà rimarginarsi, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni da sindaco della città di San Cataldo.
Da parte delle forze politiche che si sono apparentate al secondo turno con quelle che al primo turno sostenevano già il candidato sindaco è venuto meno, da un pò di tempo, quello spirito di gruppo e di servizio che “incondizionatamente” doveva portare avanti un Programma ambizioso per la Città.
Dopo la mia strepitosa vittoria elettorale al primo turno dello scorso anno (ho ricevuto ben 1.554 voti di preferenza personali in più rispetto all’intera coalizione che mi ha sostenuto, oltre ai 1.030 voti della mia lista su un totale di 1.871 dell’intera coalizione) non mi sono fatto prendere dall’ambizione politica di andare da solo al ballottaggio e provare a fare eleggere, con il premio di maggioranza, ben dodici consiglieri comunali della mia lista che da soli avrebbero composto il gruppo di maggioranza. Ho creduto e continuo a credere che la diversità di pensiero delle diverse realtà politiche arricchisce il dibattito politico e può dare un contributo più forte all’attività amministrativa del sindaco, può ancor più qualificare il civico consesso e produrre un proficuo lavoro per realizzare un progetto politico – amministrativo e nel mio caso quello di una “Città da vivere bene insieme”. Nell’interesse esclusivo della Città, quindi, ho accettato, al secondo turno, l’apparentamento con le liste: PD, Primavera Sancataldese, PRC e SEL, permettendo, con la vittoria elettorale, una presenza numerosa di loro consiglieri nel gruppo di maggioranza (otto su dodici). Le forze politiche aggregate al secondo turno, per il fatto che il premio di maggioranza gli attribuiva un eccessivo numero di consiglieri in più rispetto alla mia lista, riconoscevano che alle due liste e alle realtà politiche che al primo turno e fin dall’inizio avevano sostenuto il mio progetto politico andava garantita in ogni caso la presenza in Giunta. Solo in questo modo si poteva garantire alle realtà politiche, del primo e del secondo turno, di partecipare all’attività amministrativa della Città. “Nulla a pretendere” mi era stato assicurato dalle liste che si sono apparentate al secondo turno. Con un ulteriore atto di generosità politica, ho invitato il PD, Primavera Sancataldese, PRC e SEL ad essere presente anche in giunta con il loro rappresentante politico di punta per una migliore collaborazione e coesione tra i due organi istituzionali: Consiglio e Giunta, e per la massima fiducia che nutrivo in quella persona, così come nelle altre che sarebbero state elette in consiglio.
Volevo trasmettere inoltre un messaggio politico forte, quello dell’inclusione e del coinvolgimeto.
Da un po’ di tempo, però, le forze politiche, aggregate al secondo turno, chiedono la presenza di altri loro esponenti anche in Giunta, e adesso anche in modo perentorio, in funzione della presenza numerica di consiglieri nella coalizione. Significherebbe assegnare quindi tre assessori su quattro che sono previsti dalla legge per il comune di San Cataldo, uno per ogni loro lista. Questo, come ben si comprende, comporterebbe l’esclusione delle altre realtà politiche che da sempre hanno sostenuto il progetto del sindaco e che hanno contribuito, anche se non in maniera forte, il passaggio dal primo al secondo turno del candidato sindaco. Certo, ogni intesa può essere rivista, l’importante è che nella sostanza non venga stravolta l’intesa originaria e l’essenza dell’accordo raggiunto. Non è giusto che le realtà delle forze politiche più deboli della coalizione sol perché non sono presenti in consiglio, ma che hanno però avallato l’apparentamento e quindi hanno permesso agli altri soggetti politici che si sono apparentati al secondo turno di aumentare il numero dei consiglieri, adesso devono essere esclusi dal dare il loro contributo alla realizzazione del progetto che fin dall’inizio hanno condiviso e sostenuto. I più deboli non vanno assolutamente esclusi ma anzi vanno tutelati e rispettati come gli altri. Passerebbe un messaggio politico estremamente negativo. Non voglio assolutamente togliere voce a nessuna delle componenti della coalizione. Inoltre, ritengo che gli assessori attualmente in carica lavorano molto bene.
Penso di essere stato politicamente abbastanza generoso. Ma purtroppo in politica non si è mai riconoscenti e spesso non si ha rispetto delle persone e non vengono mantenuti gli impegni e gli accordi presi.
Nessun uomo di buon senso e che tiene al rispetto della propria persona può accettare questi condizionamenti che nulla di buono fanno presagire per il futuro della Città. Inoltre non voglio tradire la volontà dell’elettorato che al ballottaggio si è espresso a favore di una coalizione che aveva trovato un equilibrio tra presenze in Consiglio e in Giunta, che in modo trasparente ho proposto e spiegato alla Città. Coalizione che, indipendentemente dal ruolo assunto dalle varie forze politiche, unitariamente doveva portare avanti un progetto ambizioso a favore della Città. Per la realizzazione di questo mio progetto serve una maggioranza forte e coesa mentre invece, come ben si comprende, non esiste più nemmeno la maggioranza.
Continuare a queste condizioni non fa certo bene alla Città. So benissimo che in politica mai nessuno vuole dimettersi, ma è ora di dare un esempio anche in questo. Non voglio esserci ad ogni costo. Voglio continuare ad essere un uomo leale sempre e con tutti, anche in politica. Ho donato alla Città più di un anno della mia vita in modo totale, lealmente e onestamente, senza risparmiarmi, sacrificando la mia persona, la mia famiglia e gli affetti personali, mettendo da parte la mia attività professionale. L’ho fatto consapevolmente, l’ho fatto perché era un dovere di testimonianza e di impegno verso la mia città, che amo tantissimo, e verso chi mi ha sempre dimostrato stima e affetto. Lo scorso anno ho assunto un impegno che sapevo difficile ma ero contento ed orgoglioso di farlo. Ho esercitato il mio mandato di sindaco con umiltà e come una missione, senza preconcetti ideologici e nel rispetto per tutti. Forse non si comprende ancora la gravità della crisi economica, sociale, politica ed istituzionale che stiamo attraversando. Questo è il periodo peggiore dal dopoguerra. È necessario che ciascuno si dedichi sinceramente alla città, mettendo da parte ogni altro interesse politico personale o di parte. Oggi più che mai è necessaria una coesione e volontà tra più forze politiche che agiscano con lealtà, per cercare insieme di superare le difficoltà del momento.
Tante sono le sfide da affrontare e tanti i problemi da risolvere. Qualche obiettivo è stato raggiunto ma tantissimi obiettivi sono ancora da centrare. In poco più di un anno di attività amministrativa sono stati risolti problemi che si trascinavano da decenni. In particolare mi riferisco alla perequazione delle rendite catastali delle zone di permuta. Ma un altro importante obiettivo raggiunto è stato quello dell’aumento delle ore di lavoro dei dipendenti comunali ex precari portate da 22/24 a 32 ore, il massimo previsto dalla normativa, altro problema che andava avanti da tantissimi anni. Ho amministrato con rigore e secondo i principi di efficienza, efficacia e di economicità. Ho iniziato a riorganizzare la macchina burocratica. Ho ridotto da quattro a tre le ripartizioni dirigenziali anche per un contenimento dei costi del personale. Solo per il dirigente notevole è il risparmio di spesa. Stavo portando avanti un piano di razionalizzazione delle spese di tutti i servizi comunali. In particolare per l’illuminazione pubblica sono riuscito ha ricontrattualizzare con il fornitore Enel Sole il costo del servizio che è stato ridotto di circa duecentoquarantamila euro per ogni anno. Ho eliminato l’auto del sindaco con le relative spese connesse, come quelle relative all’autista. Ho dato l’indirizzo politico agli uffici comunali e all’ATO CL 1 di regolarizzare il servizio di nettezza urbana con un apposito contratto, affinché venga svolto in modo più efficiente e a costi più bassi e nello stesso tempo per assicurare agli operatori ecologici un futuro certo e sereno. Adesso è già pronto il bando di gara per l’affidamento del servizio di nettezza urbana che prevede anche la raccolta differenziata, procedendo per step. Stavo avviando un piano per il rilancio dell’economia, cercando di intercettare le risorse finanziarie Europee necessarie per gli investimenti specie nel settore dell’energia rinnovabile che, oltre a stimolare la crescita economica, realizzano un ambiente e una qualità della vita più sana e una maggiore indipendenza energetica. Ho preso l’iniziativa di riunire i comuni del vallone per tentare di formare un consorzio per meglio realizzare gli interventi previsti dal “Patto dei Sindaci”.
Nell’intento di costruire una città giovane, aperta, unita e solidale, in questo difficile momento che stiamo vivendo, ho fatto in modo che le Istituzioni fossero ancor più presenti e vicine ai cittadini.
Nel mio ruolo istituzionale ho intensificato la mia presenza tra la gente. Ho partecipato a tutte le manifestazioni Pubbliche e a quelle private dove sono stato invitato. Ho incontrato continuamente i rappresentati delle varie categorie imprenditoriali, commerciali e artigianali, del mondo delle professioni, delle Associazioni culturali, delle arti, sportive e del tempo libero, dei comitati di quartiere, delle parrocchie e di ogni altro Ente e Istituzione del territorio. Ho incontrato singoli cittadini. Ho stabilito un giorno della settimana per ricevere i cittadini.
Sono andato a trovare gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado per un confronto immediato e diretto con questi giovani cittadini che rappresentano il futuro della nostra città. In loro è riposta ogni speranza di costruire una società migliore, aperta, unita e solidale.
Questa mia presenza continua e costante tra la gente non è solo dovuta a sensibilità umana e solidarietà cristiana ma è un impegno per dare un volto e un’anima alla mia bellissima e amatissima città.
Voglio chiudere questa mia lettera di dimissioni rivolgendo un saluto speciale e un augurio proprio ai giovani della mia città.
Rispettatevi l’un l’altro. Rispettate l’uomo. Non offendete la dignità altrui, alimentate democrazia e partecipazione, apritevi al confronto e al dialogo con tutti. Siate generosi con chi ha bisogno. Fatevi guidare dai valori alti della convivenza civile. Agite nel rispetto della legge. Coltivate ideali alti, non rassegnatevi ai progetti riduttivi. Se avrete grandi desideri, eviterete la mediocrità e il conformismo, così diffusi nella nostra società. Non chiudetevi in voi stessi, non mettete la vostra persona al centro di ogni interesse. Dedicatevi agli altri. Andate a testa alta e con la schiena dritta. Solo così costruirete una società e un mondo migliore.
Questo è l’augurio che vi faccio.
Adesso prima di chiudere non posso non ricordare le otto persone della mia lista che hanno condiviso al ballottaggio le ragioni dell’apparentamento e nell’interesse della Città non hanno fatto prevalere l’egoismo dell’interesse politico personale di essere eletti consiglieri comunali. Il loro sacrificio, purtroppo, è stato vano e sono molto dispiaciuto.
Concludo, infine, ringraziando quanti, dipendenti, assessori e consiglieri, hanno supportato la realizzazione del mio programma politico amministrativo e hanno lavorato al servizio e per il bene della Città.
Un cordiale e affettuoso saluto a tutti i Sancataldesi.
Il Sindaco
Dott. Francesco Raimondi
di Redazione 3
Mer, 11/03/2026 - 13:07

