SAN CATALDO – Meno di un anno e mezzo. Questo il tempo trascorso da quando Franco Raimondi si è insediato a Palazzo delle Spighe. Pochi giorni fa le dimissioni, spiegate come atto dovuto a seguito di una lenta e continua spaccatura interna alla maggioranza. Insomma, una questione di poltrone. Ora ‘a seggia jè vacanti, o almeno rimasta impolverata. E la polvere di questi mesi si è adagiata con garbo e rispetto su quella lasciata dal fantasma di Di Forti, facendo pendant con quella dell’osannata autorevolezza di Torregrossa. Il famoso vento del cambiamento che avrebbe dovuto ripulire la città dal vecchio metodo di far politica non ha nemmeno accennato un soffio, nonostante fosse stato chiamato a gran voce durante la campagna elettorale; in giro per i bar o da un palco. Le finestre del Palazzo di Città sono rimaste ben chiuse, protette, mentre nelle stanze si ordiva o ci si accontentava di un altro giorno in più. Ad ogni modo, le dimissioni non hanno stupito gli addetti ai lavori, che di certo di politica vecchia ne masticano bene. Sono i cittadini, come al solito, che rimangono un po’ basiti. Ma con un caffè offerto da qualche servo di partito si “schiariscono” le idee, pronti per un altro giro di valzer felliniano chiamato elezioni. E adesso? Adesso, gli altri, con la bava che gronda dalla bocca (e si chiama arsura di putiri) cominceranno a decretare sentenze e a indire riunioni politiche straordinarie per decidere la strategia da adottare in virtù dei nuovi avvenimenti. ‘A seggia jè ancora calla!. Le dimissioni di Franco Raimondi sono la sconfitta politica e civile di San Cataldo, e la storia offre nuovi nomi e vecchie logiche. Già c’è chi dice: << ve l’avevo detto! >>, oppure << …se vincevamo noi! >>; ma questi proclami, fidatevi, sono propri di quei lupi travestiti da agnelli. San Cataldo è senza Sindaco. Forza dducu!
Alessandro Giuliana
San Cataldo è senza Sindaco, nei bar solo proclami di lupi travestiti da agnelli
Gio, 12/09/2013 - 23:01
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