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In esclusiva il testo integrale della lettera di dimissioni di Gianfranco Scarciotta

Redazione

In esclusiva il testo integrale della lettera di dimissioni di Gianfranco Scarciotta

Gio, 12/09/2013 - 14:51

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SAN CATALDO – E’ un analisi lucida e attenta quella di Gianfranco Scarciotta, vicesindaco della giunta Raimondi, che già due giorni prima del primo cittadino aveva dato le proprie dimissioni. Alla luce della lettera che lo stesso Scarciotta aveva consegnato al sindaco assumono un significato diverso le dimissioni di Raimondi probabilmente decise dopo che lo stesso si era reso conto ormai di non poter contare più su 8 consiglieri e di aver perso drasticamente la sua maggioranza. Non c’è presunzione o rabbia, ma forse un po’ di rammarico, nelle parole di Scarciotta, che in questi sedici mesi, nonostante è stato sempre considerato il vero politico di questa giunta, ha continuato a mantenere un profilo basso proprio per evitare, forse, di sopraffare la figura del sindaco. Di seguito pubblichiamo la lettera integrale che Scarciotta aveva consegnato al sindaco Raimondi sabato 7 settembre. Quarantotto ore prima delle dimissioni del sindaco.

“Carissimo Franco,

per quello che poteva rappresentare peril cambiamento della nostra città e del modo di concepire la politica traducendo il suo agire in azioni amministrative virtuose, con grande rammarico per quello che poteva essere e forse non sarà più possibile, ma in tutto ciò confortato dal mio partito, il P.D., e dagli amici di Primavera Sancataldese, sono giunto al convincimento che è venuto il tempo di rassegnare nelle tue mani la carica di vicesindaco e le deleghe assessoriali a suo tempo conferitemi, affinchè, attraverso le tue scelte, possa decidere, in piena autonomia ed assumendoti le responsabilità che ti competono come sindaco e come politico, circa le sorti dell’eventuale prosieguo della nostra alleanza.

Nel contempo mi preme rappresentarti le riflessioni che mi hanno condotto a questa scelta sofferta, maturata attraverso un lungo travaglio, della quale mi assumo tutta la responsabilità politica, etica e, soprattutto, personale.

Voglio per prima cosa dirti che ci ho creduto, che ho creduto che un sindacoespressione e mentore con i suoi voti di un polo civico altrimenti sconfitto, fosse capace di tenere bene a mente come le ragioni dello stare assieme si fondavano e potevano alimentarsi e consolidarsi esclusivamente attraverso il mantenimento della natura originaria delle due coalizioni alleate: una chiaramente caratterizzata sotto il profilo politico, l’altra priva di connotazioni politiche.

Così non è stato, sindaco, consiglieri ed assessori di riferimento del cosidetto polo civico, in occasione delle due tornate di voto per le regionali e per le politiche, hanno preso ciascuno la propria strada, mortificando con indecorosa superficialità la sensibilità politica dell’altra parte e calpestando impunemente il tacito impegno politico derivante dall’apparentamento.

Per altri versi, palesi fibrillazioni affliggono da tempo la tua lista di riferimento che, attraverso l’agire spregiudicato di alcunicomponenti palesemente mediocri, continua sempre più spesso a marcare differenze in ordine a nuove e diverse collocazioni politiche, nella migliore delle ipotesi conflittuali con la maggioranza, per arrivare a transitare esplicitamente e pubblicamente all’opposizione.

Il tutto senza tralasciare il continuo prodursi in farneticanti dichiarazioni o in scelte autonome e divergenti rispetto ai deliberati della stessa maggioranza.

Ma ormai da diverso tempo anche altri segnali di evidente malessere attraversano l’alleanza che si èassunta l’onere e la responsabilità di governare la nostra città.

Segnali che si sono tradotti nella fuoriuscita dalla maggioranzadi Libertà è Partecipazione con tutta evidenzanon appagata in termini di agibilità politica, e, cosa che mi fa più male perché parlo della mia gente,del P.D. e di Primavera Sancataldese, come sempre più spessoviene messo a dura prova il nostro senso di responsabilità nel sostenere l’attività finalizzata a rinsaldare i vincoli di maggioranza ed a sostenere l’azione amministrativa, parando nel frattempo i colpi di un’opposizione legittimamente intransigente e sempre più baldanzosa in virtù di una crisi della coalizione che tu solo ti ostini a non cogliere nella sua drammaticità.

Noi, e mi riferisco sempre al P.D. ed a Primavera Sancataldese, rispettosi del vincolo di maggioranza e, soprattutto, consapevoli della necessità di assicurare continuità all’azione amministrativa in frangenti così delicati, abbiamo sinora tenuto il campo con dignità, responsabilità e coerenza.

Sono le tue pregiudiziali politiche, le tue trattative sottobanco con gli uomini e le formazioni politiche dell’opposizione, i ricatti di bassa lega ai quali troppo spesso hai mostrato di soggiacere ed, in ultimo, gli accadimenti che hanno caratterizzato le più recenti sedute del consiglio comunale e, soprattutto, quelle dedicate alla questione “strisce blù”, che hanno seriamente compromesso l’unità di intenti della prima ora ed adesso anche le ragioni dello stare assieme e l’esistenza stessa di un’amministrazione capace di occuparsi dei mille problemi che affliggono la città.

E, sotto il profilo personale, non posso negarti come troppo spesso con te ed in giunta mi sono sentito un convitato avulso dal contesto, un estraneo scomodo ed ostile, una presenza ingombrante ed alienasopportata sol perché la cinica realtà dei numeri lo imponeva rendendomi indispensabile, per mero interesse, al mantenimento in vita della tua sindacatura.

Non sono state poche le circostanze nelle quali ho sentito il peso di tutto ciò, il quotidiano vivere un’insofferenza e un freddo distacco alle volte malcelati.

Conoscendoti anche sotto l’aspetto caratteriale, ho sempre, e di questo mi puoi dare atto, mantenutoun profilo defilato, forse anche di apparente subordinazione, senza mai pregiudicarein ogni circostanza il tuo ruolo e le tue funzioni istituzionali, senza alcuna forma di invadenza.

Tutto ciò perché ho sempre ritenuto e continuo a ritenere, pur pagandone un prezzo forse troppo alto, che il superiore interesse della coalizione e del buon governo della città, dovesse prevalere sempre e comunque rispetto alla visibilità e ad ogni forma di presenzialismo che chi fa politica deve necessariamente ritagliarsi.

Nell’ultimo foglio di un paio di mesi fa di un periodico che si occupa goffamente e faziosamente della politica locale, sono stato invitato a dire qualcosa perché è ad esso sembrato che la carica assessoriale della quale sono stato investitomi avesse pienamente appagato.

Alla luce del mio rispettoso atteggiamento nei tuoi confronti e tenendo ben distinto il ruolo dell’amministratore che deve occuparsi del governo della cosa pubblica da quello del politico immerso nell’agone del dibattito quotidiano, spesso fibrillante ed acceso nei toni, ho invece, per scelta consapevole, tenuto un profilo basso.

Nell’apprezzare, come ho sempre sottolineato in tutte le sedi, il tuo quotidiano incessante impegno nell’espletamento delle tue incombenze di sindaco, voglio però dirti come il voler ricondurre a te ed a te solo la responsabilità del governo della nostra città, ti pone in condizioni di obiettivo isolamento e di difficoltà estrema.

Quante volte hai avuto modo di sottolineare pubblicamente ed impudentemente come tali scelte fossero il frutto del tuo e solo tuo progetto di governo della città e non già della maggioranza tutta che ti sostiene?

Hai mai riflettuto come siffatte ripetute affermazioni potessero ingenerare diffuso malessere in chi ti ha sostenuto, in chi sa di averlo fatto con scienza e coscienza?

Ed ancora posso comprendere come spesso le contingenze e l’urgenza del caso hanno fatto venir meno la possibilità del necessario raccordo con l’intera tua maggioranza, ritenendo, a torto, di affidare a me tale compito nei confronti di quel pezzo di maggioranza che a me faceva riferimento, dimenticando che è la maggioranza che dovevi fare tua, tutta e senza distinguo.

Tutto questo oggi si appalesa in maniera sempre più dirompente e rende difficoltosa l’azione amministrativa e l’attività della maggioranza o, meglio, di quella parte di essa che, priva di adeguata rappresentanza nell’esecutivo, si sente esclusa dai processi decisionali, mortificata dalla mancanza di adeguato concerto e di confronto sulle scelte che il più delle volte, come troppo spesso è accaduto anche in giunta, vengono somministrate per la loro approvazione senza alcuna preventiva condivisione.

Per farla breve citroviamo oggi in presenza di una maggioranzache non è più neanche numerica, composta da consiglieri che sono chiamati alle loro incombenze senza essere messi nella condizione di fare squadra.

Alle legittime rivendicazioni di modificare gli attuali assetti di giunta rendendoli più aderenti ai rapporti di forza della tua maggioranza, non è sinora corrisposta alcuna comprensione del merito delle questioni poste, né sotto il profilo della legittimità politica né sotto il profilo della necessità di un più adeguato raccordo tra consiglio ed esecutivo.

Il tuo arroccamento su posizioni di assoluta indisponibilità a ragionare di ambedue gli aspetti della rivendicazione e la tua intransigenza nel voler difendere il profilo civico della tua coalizione, che ormai da tempo non è più tale per l’innaturale divenire politico tuo, dei tuoi riferimenti consiliari e assessoriali, stanno mettendo in serio repentaglio la vita stessa della tua sindacatura.

Un sindaco solo, con consiglieri lontani da una giunta che non sentono loro perchè distante politicamente e, oserei dire, distante anche dalla loro gente, da quella gente che, malgrado tu non voglia ammetterlo, ti ha consentito di essere sindaco, non può che essere nudo.

Non vale e non paga oggi dire, come hai troppe volte imprudentemente affermato in tutte le occasioni possibili, che avresti fatto meglio ad andare da solo.

Così, e ti prego di credermi, non è stato perché convintamente ci abbiamo creduto battendoci senza risparmio per riuscirci.

Non è stato difficile vincere insieme, sicuramente più difficile è governare separati e distanti.

Mostra di essere capace di spogliarti di quella presunzione che ti porta a pensare di essere l’unico ed il solo vincitore e di poter relegare tutto il resto della truppa al ruolo di figuranti.

Riponi ogni pregiudiziale ideologica e netta la tua compagine da ogni presenza non conducente che pretende di mettere sotto scacco uomini e partiti ad ogni piè sospinto.

Fai una volta per tutte a meno delle cellule infette ed elimina il cancro del ricatto che ha colto qualche scarso mestierante tra i tuoi consiglieri della prima ora.

Nessuno di noi attori della politica deve mai dimenticare di essersi assunto una grande e gravosa responsabilità di fronte ai nostri concittadini, nessun appartenente a partito o lista civica può dimenticarlo, pena la scomparsa politica sua e della formazione cui appartiene

Per questo rimetto la mia carica e le mie deleghe nelle tue mani, in quelle stesse mani che hanno contribuito a plasmare un’alleanza di rinnovamentopremiata alle urne dal voto dei nostri concittadini, che deve necessariamente vivere in un contesto di pari dignità,in quelle stesse mani che ora sono invece incautamente impegnate a disfarla soggiacendo ad insani ricatti ed a qualche sirena ammaliatrice.

Queste riflessioni mi inducono al tempo stesso ad invitarti a riaprire con l’intera tua originaria maggioranza un confronto sulle cose fatte, sulle cose da fare, sulle intese programmatiche della prima ora e sulla necessità di traguardare nuovi e diversi obiettivi o di introdurre opportuni correttivi a quelli prefissati.

Oltre a tutto ciò, ritengo però altrettanto ineludibile una verifica politica tra quelle stesse forze di maggioranza, tra le entità politiche e le espressioni civiche che originariamente la componevano, tralasciando, almeno al momento, la trattativa che, senza alcun concerto con gli alleati, conduci con l’U.D.C..

Non è chi mina alle fondamenta le ragioni dello stare assieme dell’alleanza con condotte spregevoli e spregiudicate ed accompagnandosi con qualche saltafosso, a poterti consentire di configurare una diversa maggioranza.

Non sono le diverse e belligeranti componenti dell’U.D.C. sancataldese che allo stato possono assicurarti diversi assetti consiliari di maggioranza.

Di tutto ciò abbiamo avuto contezza attraverso le dichiarazioni del capogruppoU.D.C. in consiglio comunale rispetto alle inquietudini interne allo stesso partito ed alla trattativa da te intavolata.

Abbiamo avuto modo, comeP.D. e Primavera Sancataldese, di rappresentarti la scorrettezza di tali manovre che riteniamo lesive della nostra dignità di alleati che, invece di essere chiamati a valutare la praticabilità di un siffatto percorso, solo attraverso irumors di corridoio sono venuti a conoscenza del tentativo da te posto in essere e del quale, nonostante il tempo trascorso, non hai avuto la bontà di informarci sugli sviluppi e sulla nostra eventuale condivisione.

Sappi che siffatte trattative si conducono, con metodo democratico, esclusivamente attraverso la condivisione, la concertazione ed il pieno coinvolgimento degli alleati.

Di tutto ciò non c’è ancora la minima traccia, tutto ciò conduce inevitabilmente,oltre che alla crisi ormai conclamata, al collasso della maggioranza.

Così come ti abbiamo fatto saperedi ritenere non più rinviabili il confronto di natura programmatica e la verifica politica, non può ormai più sfuggirti come solo un maggiore raccordo, anche in termini di più adeguata rappresentatività, tra le forze di maggioranza presenti in consiglio e l’esecutivo potrebbe diradare le nebbie nelle quali altri ci hanno condotto e riprendere con rinnovato vigore il cammino che ci attende.

Così come il senso di responsabilità ha guidato il nostro agire quotidiano, consapevoli dell’impegno che ci siamo assunti con gli elettori, confidiamo in altrettanto agire da parte tua, dei più responsabili tra i malpancisti della tua lista e di Libertà è Partecipazione.

A questa impostazione, come abbiamo avuto modo di suggerirti, non c’è alternativa, pur non sottraendoci al confronto alla luce del sole con le altre diverse sensibilità  politiche presenti in consiglio che hanno a cuore le sorti della nostra città, traguardando attraverso il dialogo un percorso comune”.

San Cataldo, lì 07 settembre 2013

Gianfranco Scarciotta

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