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Dimissioni di Raimondi. I due comunicati integrali di Rifondazione Comunista

Redazione

Dimissioni di Raimondi. I due comunicati integrali di Rifondazione Comunista

Gio, 12/09/2013 - 14:03

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SAN CATALDO – La sinistra sancataldese non ci sta.  Le dimissioni del sindaco Francesco Raimondi lasciano l’amaro in bocca in un partito, quello di Rifondazione Comunista, che aveva sempre creduto in un progetto di rinnovamento della città mai attuato. Due i comunicati inviati, uno da parte del segretario cittadino Salvatore Caramanna, l’altro dei consiglieri Settimio Culora e Romeo Bonsignore che riportiamo integralmente.

“Rispettiamo la scelta del Sindaco Dott. F. Raimondi di dimettersi – scrive Salvatore Caramanna – la rispettiamo dal punto di vista umano e politico ma non possiamo  condividerla nei modi e nelle motivazioni. Domenica mattina, sono stato convocato dal sindaco via sms con il seguente testo: “Vi invito con la componente consiliare ad un incontro per domani 09/09 alle ore 09.00 presso la stanza del sindaco per decisione in merito rimodulazione della giunta. Buona giornata”.  Se non si trattasse del sindaco, definirei tale metodo infantile ed arrogante nei confronti di chi lo ha rispettato come uomo e come istituzione. Già da tempo, il partito che rappresento ha stigmatizzato in consiglio comunale e sugli organi di stampa  le difficoltà  incontrate con la giunta  e con il sindaco,  proponendo e criticando, senza mai essere ascoltati. Il contenuto della lettera di dimissioni del sindaco, per la parte che ci riguarda,  risulta poco generoso. Nei pochi incontri svolti (riservati) ed  in consiglio comunale nonché sugli organi di stampa, la nostra posizione è stata chiara: noi abbiamo chiesto il rispetto del patto elettorale del ballottaggio, evidenziando l’incapacità dimostrata dalla giunta in più di una occasione,  le defezioni della lista del sindaco (consigliere Giannone e consigliere Bonfanti) ma soprattutto abbiamo chiesto il rispetto del programma, sul quale a partire dalla gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata non abbiamo condiviso le scelte politiche ed amministrative. Grande merito gli deve essere dato per la storica vicenda portata da lui a soluzione delle zone di permuta,  grande altruismo gli va riconosciuto  nell’aver voluto condividere il successo mediatico con la sua maggioranza, ma altrettanta presunzione   ha dimostrato anche su questa vicenda per il fatto di avere comunicato alla sua maggioranza, le sue intenzioni e le sue strategie  solo quando gli organi di stampa lo hanno stanato dalle sue stanze. Emblematica la vicenda della riduzione nel mese di agosto del monte ore dei dipendenti ex precari del comune. Tutti i consiglieri comunali ed i partiti sono venuti a conoscenza della scelta del sindaco solo dopo che egli stesso lo ha comunicato ai dipendenti interessati o addirittura in sede di consiglio comunale. Il volere addossare alla Sua giunta le colpe della scarsa condivisione delle scelte con la Sua maggioranza, sembrava ai nostri occhi un voler dare una spinta positiva alla prosecuzione del percorso iniziato con il ballottaggio e l’apparentamento, ma  oggi e con il senno che solo l’esperienza, il vissuto quotidiano  può dare, valutiamo essere stato scientifico e puntuale l’intervento misurato e mai cogente sulle varie vicende che tutti noi ponevamo all’attenzione del signor Sindaco. Per fare buona politica non occorre essere solo delle brave persone o dei bravi professionisti, cose che gli riconosciamo,   necessita anche saper lavorare con la propria squadra. Il cercare di allargare a centro la maggioranza, l’averlo fatto dietro le quinte sicuro di coperture politiche mai arrivate,  oltre che stigmatizzare un basso profilo politico del signor Sindaco, ha evidenziato una difficoltà relazionale dalla quale nascono le divergenze sul modo di condurre la macchina amministrativa. La lealtà ed il rispetto per il risultato delle urne, ci ha imposto di cercare soluzioni comuni per le diverse vicende amministrative, da più di un mese,  chiediamo al signor sindaco un vertice tra le forze politiche e sociali rappresentate in consiglio ed in giunta che trattasse l’ormai consumata crisi della maggioranza. Le defezioni nella maggioranza sono state proprio all’interno della lista del sindaco, ben 2 consiglieri su quattro hanno cambiato gruppo consiliare, depositando in consiglio comunale atti di accusa e di riposizionamenti politici. Le posizioni politiche, assunte dal PRC , che ricordo al signor sindaco essere rappresentato in Consiglio Comunale da due consiglieri eletti nella lista  “LIBERTA’ e’ PARTECIPAZIONE”  ,  sono state sempre chiare , senza possibilità di essere equivocate e soprattutto pubbliche . Riteniamo gravi la bocciature delle proposte relative alla gestione strisce blu ed  alla riduzione per scaglioni dell’addizionale comunale irpef;  riteniamo gravissima la scelta di prorogare la gestione del servizio delle strisce blu alla dita SIS; riteniamo inaccettabile la scelta di non puntare sulla raccolta differenziata dei rifiuti come impone logica di civiltà ed economicità di tale politica di settore. Non sappiamo se il nostro apporto alle ultime elezioni è stato utile all’elezione del dott. Commercialista F. Raimondi,  certo è che noi volevamo essere utili all’elezione del Sindaco F. Raimondi. Chiederemo una seduta del consiglio comunale per discutere delle dimissioni del sindaco, fino ad allora continueremo a mettere in campo iniziative politiche mettendo al primo posto i bisogni della Città”.

“Premesso  – scrivono Culora e Bonsignore – che le dimissioni del Sindaco amareggiano per il contesto socio/economico in cui si collocano e per le modalità con le quali sono state comunicate, stupiscono per le ragioni esplicitate nel documento, perché lo stesso imputa il fallimento di questa esperienza ai partiti apparentati al secondo turno. Vorrei ricordare al Sindaco e alla città tutta, che nel corso del 2012, per mero senso di responsabilità i consiglieri di rifondazione comunista hanno votato un bilancio sul quale hanno espresso una serie di riserve, legate al fatto che il bilancio se da un lato assicurava i saldi propedeutici per una corretta gestione amministrativa, dall’altro rischiava di essere eccessivamente punitivo nei confronti dei cittadini e in particolare delle fasce più deboli, deludendo così l’elettorato di riferimento.  Pur di non apparire disfattisti e incapaci di “cultura di governo”, votammo quel bilancio con l’impegno però, che risanati i conti del Comune si cambiasse registro. Abbiamo espresso molte riserve sulla mancata capacità della giunta di rendere veramente partecipi i consiglieri della maggioranza sulle scelte di natura amministrativa, e quando queste riserve sono diventate richieste più impellenti, il vero ricatto è iniziato al contrario. “ Grazie a me, siete in consiglio, quindi zitti e mosca”. E’ questa l’idea di partecipazione, condivisione e scelta???  Credevamo che a prescindere dalle note differenze di storie e percorsi personali, si potesse passare da una cultura di “comando” ad una cultura di “governo” . . . la presunta gratitudine per qualcuno doveva trasformarsi in assoluta  acquiescenza , ciò non è consentito a nessuno, tantomeno se chi scrive e i compagni di avventura sono abituati a stare fuori dalle istituzioni, ma sempre a sostegno delle istanze dei lavoratori e dei cittadini più svantaggiati. Il Sindaco Dott. Raimondi, lamenta il mancato apporto dei partiti apparentati, omettendo nel suo documento di spiegare alla città che già da alcuni mesi alcuni consiglieri eletti nelle sue liste, lavorano per fare altro, e l’esempio plastico di ciò che scrivo, è rilevabile dal comportamento assunto nel corso della discussione sul bando per le famigerate strisce blu. E’ sufficiente rivedere la seduta del Consiglio Comunale. E a proposito di strisce blu, abbiamo chiesto al Sindaco e al Vice Sindaco di mantenere gli impegni assunti in campagna elettorale, soprattutto alla luce della necessità di introitare il gettito degli stalli a pagamento per alimentare le asfittiche casse comunali, paradossalmente solo in questa occasione il Sindaco si è svestito da contabile e ha indossato la maglia istituzionale rivendicando una “scelta politica”, neppure contemplata nel programma . . Vogliamo parlare dell’annosa vicenda Ipab  che a parte qualche sortita palermitana ha visto il progressivo disimpegno sulla questione ??  vogliamo parlare della bocciatura sulla proposta di proporzionamento  delle aliquote dovute per l’addizionale comunale, partendo dalle fasce reddituali più deboli ?? E della ubicazione della Fiera dell’Artigianato ?? e delle procedure per l’assegnazione dei beni confiscati alla mafia ??  Tutti temi glissati che hanno portato il partito che rappresento in consiglio ad assumere posizioni critiche e di contrasto. Che le forze politiche rivendicassero maggiore visibilità in giunta non mi pare illegittimo, semmai, rispetto alle riserve avanzate sulle competenze e qualità dell’azione amministrava di qualche assessore, il Sindaco poteva e doveva intervenire con gli strumenti che aveva a disposizione.  Ne il Sindaco, ne il Vice Sindaco, garante del progetto che aveva dato vita all’apparentamento hanno in qualche modo cercato di tenere insieme una maggioranza, quantomeno sui contenuti programmatici, e il risultato è sotto gli occhi di tutti . . Troppo comodo giustificare le dimissioni, scaricando sui partiti apparentati le responsabilità  dell’inerzia progettuale. Riconosco al Sindaco, il grande sacrificio personale e l’assoluta onestà intellettuale. Riconosco al Sindaco l’impegno profuso nel corso di questi 15 mesi, come riconosco al Sig. Sindaco il risultato conseguito con le permute territoriali, l’aumento delle ore ai dipendenti stabilizzati e qualche timido intervento finanziario relativo al rimborso degli abbonamenti per i pendolari, ma su questo non si poteva fare di più . . Amministrare oggi è difficile e complicato, soprattutto quando questo deve essere fatto senza adeguate risorse economiche, ma già in passato e in tempi non sospetti, il Segretario di Rifondazione Comunista aveva chiesto al Sindaco di gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma tutto ciò non è servito.  Infine ma non perché meno importante,  pur di non affrontare una discussione anche complicata sull’approvando bilancio, il Sig. Sindaco rimanda alle scelte di un commissario le sorti economiche della città”.

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