SAN CATALDO – Chi ha rassegnato prima le sue dimissioni? Versioni diverse e contrastanti quelle del sindaco Francesco Raimondi e Gianfranco Scarciotta che oggi a tal proposito inviano due comunicati. Noi li pubblichiamo integralmente entrambi lasciando ai lettori il giudizio e l’interpretazione sui fatti.
La prima è del sindaco Franco Raimondi:
” Mi corre -l’obbligo di chiarire pubblicamente che non ho mai ricevuto alcuna lettera di dimissioni da parte del vicesindaco e assessore ing. Gianfranco Scarciotta, così come invece affermato dallo stesso al vostro giornale. In data 9 settembre, al termine della riunione di Giunta da me convocata, nel corso della quale ho comunicato la decisione di dimettermi, l’ing. Scarciotta, mentre erano presenti ancora gli altri assessori, mi ha consegnato una busta che conteneva una lettera, datata 07/09/2013, la cui intestazione, in evidente grassetto, riportava la dicitura a stampatello “RISERVATA”. La stessa che l’ing. Scarciotta ha deciso di rendere pubblica, spacciandola per lettera di dimissioni. Non penso che in questo modo si possa ribaltare la verità dei fatti. Tale lettera, sia per le modalità di presentazione e sia per il tono, costituiva, come peraltro lui stesso mi aveva anticipato nel consegnarmela, soltanto un atto di discussione politica e di impulso per l’adozione di eventuali atti successivi, rimettendomi la possibilità di valutare anche l’atto estremo delle sue dimissioni; mentre non conteneva nessuna dichiarazione esplicita di rassegnare le dimissioni. Peraltro, le dimissioni vanno presentate tramite protocollo e diventano efficaci dal momento in cui sono registrate, come disciplinato dall’art. 50, comma 1, dello Statuto comunale. Più che una comunicazione di dimissioni, la lettera dell’ing. Scarciotta costituisce l’ennesima prova del ricatto politico ordito nei miei confronti: essa, infatti, rappresentava l’ultimo tentativo di pressione nei confronti del primo cittadino affinché cedesse le poltrone che irresponsabilmente pretendevano con insistenza.
Chiarisco ancora, come risulta da quanto sopra detto, che la lettera in questione mi è stata consegnata soltanto dopo la comunicazione delle mie dimissioni, non prima. La mia, del resto, era una scelta presa già da qualche tempo. Una scelta responsabile e obbligata dal momento che non potevo cedere al ricatto politico come ampiamente ho chiarito nella mia lunga lettera di dimissioni. Lettera che, in una riunione tenutasi successivamente a quella di Giunta, lo stesso ing. Scarciotta e alcuni consiglieri comunali ed esponenti del PD e consiglieri di Primavera Sancataldese mi hanno invitato a non presentare e a prendere un ulteriore periodo di riflessione. Allora mi chiedo: se l’ing. Scarciotta si era dimesso, come afferma oggi, perché mi pregava di rimanere al mio posto?
In data 10 settembre ho protocollato la mia lettera di dimissioni, dopo che ho telefonato all’ing. Scarciotta per avvisarlo che la mia decisione era ormai definitiva, invitandolo a comunicarla anche agli altri presenti alla riunione del giorno prima.
Non voglio assolutamente entrare in polemica con il vicesindaco e assessore ing. Scarciotta sull’analisi politica che, a suo modo di vedere, ha portato alla crisi della coalizione, che comunque non condivido, perché, nel prendere determinate posizioni di difesa, tende a denigrarmi. Non voglio assolutamente replicare alle tante e volgari offese che mi riserva nella sua lettera.
Voglio solo dire che non possono esserci giustificazioni al ricatto politico, di cui parlo nelle mia lettera di dimissioni, a cui non volevo cedere.
Le ragioni delle mie dimissioni sono ampiamente descritte nella lettera”.
San Cataldo, 13/09/2013
Dott. Francesco Raimondi
La seconda è del vice Gianfranco Scarciotta:
“Preciso, a scanso di ogni equivoco, che:
– Sabato 7 settembre intorno alle 10,00 del mattino, convocato presso lo studio privato del sindaco “per scambiare due parole”, alla fine dell’incontro, comunicandogli le mie dimissioni, consegnavo allo stesso la lettera datata 7 settembre, resa da me successivamente pubblica.
– In quella stessa sede il sindaco, nonostante le mie resistenze, mi invitava a consegnagliele lunedì 9 settembre;
– Lunedì 9 settembre alle ore 08,00, in occasione della giunta convocata di tutta fretta a mezzo di sms dell’Ufficio di Gabinetto il pomeriggio di domenica 8 settembre, dopo la comunicazione del sindaco della sua intenzione di dimettersi e l’invito di tutti i componenti della giunta a valutare più lungamente la sua decisione, in presenza dell’intera giunta, consegnavo finalmente le mie dimissioni.
Questa, per quanto possa servire al profilo politico dell’intera vicenda, la successione dei fatti.
Circa le formalità alle quali ci si vuole appigliare ritenendo il corollario della primogenitura delle dimissioni quale circostanza dirimente e di assoluta valenza, preciso ancora come le dimissioni vanno rassegnate nelle mani del soggetto titolato a conferirle.
Allo stesso soggetto compete poi l’onere delle successive determinazioni derivanti dalla carica rivestita.
A me sembra invece che il rifiuto di ricevere le mie dimissioni sabato, convocando di tutta fretta la domenica pomeriggio la seduta di giunta per le 08,00 del mattino del lunedì (e perché no alle 06,00), sia stato dettato solo dall’esplicita volontà di giocare d’anticipo”.
San Cataldo, 13 settembre 2013
gianfranco scarciotta

