CALTANISSETTA – La Dirigenza della Nissa FC prende posizione in merito alle notizie che, sulla cessione della Società, si sono artificiosamente diffuse e sono state riportate sulla stampa, talora in maniera assolutamente falsata, talaltra in maniera alterata.
Lo stridente contrasto tra le fonti di stampa è palese.
Ed infatti, c’è chi dice (cfr. Il fatto nisseno del 12 ottobre 2011) che la storia della cessione della Nissa e dell’interessamento di alcune cordate sia “una bufala”; c’è invece chi, al contrario, afferma (cfr. Il Giornale di Sicilia, Ed. di Caltanissetta, di oggi 14 ottobre 2011) che “prende consistenza” l’ipotesi del titolo Nissa in viaggio verso Gela.
Pertanto, l’unica bufala sono … le bufale che pubblicano i giornali, produ-cendo il solito effetto di rendere pesante l’atmosfera attorno a chi investe denaro e tempo nella Nissa, mentre tutti gli altri parlano, commentano, cri-ticano, inveiscono, pretendono (ma non mettono soldi) e, talora, guadagna-no (essi sì) dalla e/o con la Nissa.
L’unica cosa vera – lo scriviamo in grassetto – è che questa Città ha disgustato la attuale Dirigenza della Nissa e che, in atto, sono in corso diversi contatti e trattative per cedere la Nissa a terzi soggetti, ma non è affatto vero che ci sia l’intento di allontanare la Nissa da Caltanissetta.
Anzi, la soluzione ideale per tutti è che a rilevare la Nissa siano dei nisseni: la Dirigenza se lo auspica e sta in tutti i modi cercando, anche con la stam-pa ed i media, di sollecitare le forze economiche nissene in tal senso.
In quest’ottica vanno viste le esternazioni sulla stampa, che però vengono fin troppo facilmente travisate, con titoli cubitali e cappelli fuorvianti (che però fanno maggior audience) le dichiarazioni rese e, soprattutto, le buone intenzioni di chi le rende.
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Fatta ufficiale chiarezza su quanto sopra, si specifica che ogni tentativo di far pressione indebita sull’operato della Nissa FC SSD a r.l. determinerà la reazione legale della società, nella misura in cui ciò arrecasse danni alle trattative.
Va peraltro comunicato che, prima di avviare le trattative in atto, lunedì scorso, la Dirigenza ha convocato le persone “superstiti” del defunto Comi-tato per la Serie C, evidenziando la situazione ed esprimendo, per ragioni di passione più che di ragione:
1) come prima scelta quella di proseguire in proprio il campionato, ma non da soli;
2) come seconda scelta, quella di cedere le quote sociali a terzi;
3) come ultima soluzione, quella di ritirare la squadra dal campionato.
Ma alla domanda “Ci siete ?” (il riferimento era alla attivazione, tra le altre cose, dell’azionariato popolare già promesso da giugno scorso) ha fatto se-guito un eloquente silenzio, poi infine interrotto da un: “fateci sapere”.
Sicché è stato chiaro che l’unica soluzione alternativa percorribile, al ritiro della squadra è la cessione delle quote sociali della Nissa a soggetti (lo ribadiamo: preferibilmente nisseni) disposti a continuare il progetto.
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Va purtroppo ribadito che, dopo che alla fine della partita con il Licata, le contestazioni della tifoseria hanno superato ogni soglia di tollerabilità, la attuale compagine societaria ha annunziato le proprie dimissioni.
Va anche segnalato che, successivamente, l’Avv. Ilardo, pur dimissionario, ha promosso, proprio con i principali tifosi contestatori, un incontro chiarificatore, esibendo un vero e proprio dossier sulla storia recente della Nissa, documentando i risultati ottenuti e gli eventi occorsi dall’epoca dell’avvento della attuale Dirigenza, dal salvataggio della squadra (non dimentichiamolo: destinata nell’estate 2010 a sparire dal panorama calcistico) al bel campionato scorso, terminato con l’accesso ai play offs e l’ottenimento del record di vittorie in trasferta, sino alle infauste vicende del mancato ripescaggio e del c.d. Comitato per la serie C, che hanno purtroppo (forse ulteriormente) dimostrato che la nostra Città non solo non è ancora pronta per il professionismo sportivo, ma che la gente è disponibile a commentare, criticare e pretendere, ma senza mai dare il proprio apporto (men che meno economico … ed anzi, di quello non se ne deve neanche parlare !!!).
Ed anche se il chiarimento coi tifosi presenti all’incontro ha sortito più che positivi risultati, evidenziando la totale trasparenza della gestione, la linearità degli obiettivi conseguiti e la serietà nel perseguirli (talvolta anche a rischio di scatenare antipatie ed impopolarità), unita alla effettività degli apporti economici, la Dirigenza ha confermato le proprie dimissioni ed il contenuto del comunicato diramato il giorno successivo a Nissa – Licata, con cui si annunziava la decisione di cedere la Nissa.
C’è stato, per il vero, un incontro col Comune, ma gli sviluppi dell’in-tervento comunale si vedranno fra qualche giorno, quando si dovrebbe tenere un incontro – che il Sindaco dovrebbe convocare a brevissimo – con le forze economiche e professionali della Città.
Nel frattempo, si sono fatti avanti diversi soggetti interessati. Alcuni locali, che però si sono rivelati fittizi; altri, non locali (da diverse parti della Sicilia e non solo da una città !), che invece hanno manifestato intenti seri.
Ora, in questo momento, i nisseni, invece di far film sulle conseguenze che potrebbero derivare dalla provenienza degli eventuali compratori, dovrebbero meditare sul perché hanno fatto stancare questa Dirigenza, come quelle che l’hanno preceduta; dovrebbero meditare su come dare un apporto costruttivo e non critico, se ci tengono veramente al calcio ed alla Nissa.
A cominciare dalla proposta/impegno di azionariato popolare, lanciata già a giugno dal Comitato per la Serie C (ma ad oggi, nonostante le insistenze dei soci, nessuno ha sottoscritto alcuna quota !), i nisseni dovrebbero in prima persona concretizzare il motto “la Nissa a Caltanissetta”, ma con i fatti concreti (e col portafogli), non già con le facili critiche e le pretese che, a ben vedere, sono ingiuste ed immotivate.
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E siccome molti dei problemi nascono dalla disinformazione verificatasi nel periodo del ripescaggio e sul mancato ripescaggio, è opportuno ricordare a tutti che la Dirigenza, al termine dello scorso campionato, si era ufficialmente dimessa.
Poi, quando si sono sparse le notizie sulla possibilità del ripescaggio in II Divisione, è stata indotta dall’oramai famoso Comitato per la Serie C a rimanere per favorire le possibilità di ripescaggio.
Si ricorda che, con Comunicato Ufficiale dell’11 giugno 2011, erano state delineate le condizioni del c.d. Patto con la Città e che, invece, non solo diversi nisseni hanno tifato perché il ripescaggio non si realizzasse (arrivando fino a brindare innanzi allo stadio Palmintelli i primi di agosto) ma i risultati della campagna di abbonamenti, di sponsorizzazione e di pubblicità promossi dal Comitato sono stati a dir poco disastrosi.
Per di più, mentre durante il periodo giugno – luglio, alla Dirigenza della Nissa sono stati comunicati dei dati euforicamente gonfiati (si sarebbero già sottoscritti oltre 300 abbonamenti, ossia il doppio di quelli effettivi; sareb-bero stati già assunti impegni di sponsorizzazione, di pubblicità e di inve-stimento interno per circa 210.000 Euro, a fronte di appena 3.500 Euro di contratti pubblicitari effettivamente sottoscritti; una previsione di azio-nariato popolare di iniziali 40.000 Euro, poi ridimensionata a 20.000 Euro ma sempre esorbitante rispetto allo “zero” effettivamente sottoscritto), il Comitato si è progressivamente svuotato, coi pretesti più vari, non appena ognuno intravedeva il rischio di dover versare degli euro !!!
A fronte di questa situazione, i tre soci – tre !!! – della attuale Dirigenza, invece di sbattere la porta ed andar via (come avrebbero avuto ed hanno diritto di fare), lasciando sparire la Nissa (attuando ciò che, fin dal comu-nicato dell’11 giugno 2011, avevano preannunziato; n.d.r.), hanno mante-nuto la iscrizione della Nissa in Serie D, cercando di ottimizzare il budget, ottenendo in prima persona le sponsorizzazioni ed ulteriormente immet-tendo denaro proprio, e così salvando per la seconda volta la Nissa.
Ma invece di ringraziamenti, incoraggiamenti ed aiuti, hanno ottenuto cri-tiche, accuse, persino offese, ed ancora oggi, che si accingono a lasciare ad altri il timone della squadra, si ritrovano a dover rintuzzare notizie ed in-discrezioni del tutto inopportune ed ingiustificate, oltre che poco aderenti alla realtà.
Sapete qual è l’unica cosa positiva delle notizie che sono state diffuse dalla stampa ?
È che i nisseni, di fronte al pericolo – vero o presunto che esso sia – della resurrezione del calcio a Gela, parrebbero aver ritrovato la nissenità perdu-ta: speriamo che, dopo aver parlato tanto (parlare non costa nulla a chi par-la, molto a chi viene ingiustamente diffamato), questa nissenità non venga meno quando dovranno mettere mano al portafogli (ammesso che abbiano il tempo di mettere mano nel portafogli), ognuno per quanto può, per far sì che si realizzi quello che è il motto di questa Dirigenza:
La Nissa alla Città, che però deve assumersene anche gli impegni e non solo la proprietà !!!

