Ironman, il nisseno Maurilio Usai scala la classifica: ottima prestazione in Turchia, nel 70.3 Antalya/Belek

    0
    Domenica 15 ottobre , si è svolto ad Antalya/ Belek  Turkia  l’ironman 70.3, uno degli Ironman più veloci del circuito. Il Nisseno Maurilio Usai ha scelto questa competizione per “scaricare” il durissimo ironman full distance disputato a Nizza, in Francia, a fine luglio.
    In Turchia la gara si articolata sulle distanze “classiche” del 70.3.
    Il nuoto, 2 chilometri, si è svolto nelle acque un po’ agitate e fredde del hotel Gloria Serenity. I 90 km in bici invece sono stati corsi in pianura a grosse velocità, con un preponderante vento contrario, modalità cronometro, con il divieto della scia, come da regolamento ironman. La mezza maratona, ha dato da filo da torcere alla maggior parte degli atleti, essendo stato un vero e proprio trail running, su superfici differenti: terreno, sabbia, sottobosco. Arrivo con allestimento e logistica grandiosa, nel campo di atletica della Gloria Sport Arena, pronto ad accogliere tutti i finishers.
    Grazie alla disciplina, all’impegno ed alle preziose indicazioni del maestro Usai, quest’ultimo ed il suo trifighter team proseguono nella marcia di affinamento e preparazione. Allenamenti durissimi alternati tra: nuoto, bici, corsa, muay thai, senza dimenticare la cura dell’alimentazione. Il programma di preparazione prevede 2 sedute al giorno; Usai sottolinea: “Diventare un ironman, o un combattente professionista di Muay thai , richiede una conoscenza ed una sperimentazione delle tecniche di allenamento, continuo senza tregua, molti credono che essere forti in una di queste discipline ti rende capace di fare le altre, niente di più sbagliato. L’ironman è una disciplina a sé, e se sbagli gli allenamenti, il recupero, i carichi di lavoro, puoi danneggiare il sistema cardiovascolare, tendini, muscoli, e soprattutto la mente che non ottiene quello che vorrebbe. Molti prendono programmi da internet, si allenano nelle 3 discipline, e poi li mettono assieme, solo questo si ottiene, un miscuglio, ma non un programma ironman”.
    Il maestro nisseno evidenzia: “Nella mia scuola si avvicinano molti ragazzi che vorrebbero diventare dei fighters di Muay thai, ma dopo un po’ scappano, perché, prima di farli salire sul ring devono prima allenarsi almeno per 3 mesi ai miei ritmi, 2 volte al giorno, 7 giorni su 7, se superano questo test, allora sono pronti per iniziare la vita di un muay thai fighter. Chiedo tanto, il mio standard è elevato, perché allenarsi, per me,è una cosa seria che coinvolge in maniera unica, il corpo e lo spirito, per questo non prendo nulla alla leggera”.
    Condividi

    Lascia un commento