Mafia, studio Antimafia Sicilia: per giovani più forte dello Stato

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PALERMO – “I giovani siciliani non credono che lo Stato sia piu’ efficiente e forte della mafia. Nella quotidianita’ la mafia appare piu’ forte dello Stato da cui si percepisce invece un atteggiamento indifferente e neutrale”. E’ il dato preoccupante che emerge da uno studio condotto dalla Commissione antimafia regionale svolto da uno staff dell’universita’ di Catania, guidato dal docente di Scienze della Formazione Orazio Licciardello e diffuso stamattina. Lo studio e’ stato condotto su un campione di 150 studenti in eta’ pre adolescenziale, delle scuole medie di quattro comuni, due in provincia di Messina, Barcellona Pozzo di Gotto e Capizzi e due in provincia di Catania, Palagonia e Paterno’. “Il dato interessante e’ che non ci sono differenze sostanziali tra i quattro comuni presi in esame, due di montagna, due sul livello del mare. Abbiamo cercato di esplorare qual e’ il livello dei valori dei giovani e quale la percezione dello Stato, della famiglia e di se stessi. Gli aspetti positivi – ha detto il docente – riguardano il fatto che i ragazzi hanno un livello di pensiero molto alto, capacita’ di informarsi, verificare le informazioni, sono giovani che hanno un’alta sfera di valori, non sono per il disimpegno morale, ritengono importante la responsabilita’ personale”.
La percezione dello Stato sembra molto debole: “Quando hai problemi ti affidi ad una sorta di contro stato che e’ appunto la mafia – ha proseguito Licciardello, illustrando il dato negativo in commissione all’ Ars – Il pizzo e’ invece considerato grave rispetto ad altri fenomeni come il furto. Ritengono sia molto grave ad esempio stampare soldi falsi mentre viene attribuita scarsa importanza al pagamento delle tasse. La famiglia ha di certo un ruolo centrale, mentre lo Stato ha un ruolo marginale, si evince anche bassa fiducia nei confronti degli altri”. L’esito della ricerca sara’ trasmessa alle istituzioni scolastiche, ai comuni interessati, alla Regione e all’Ars. Un altro studio e’ stato commissionato sempre dall’ antimafia regionale all’ Universita’ di Palermo su un campione di studenti dai 19 ai 22 anni e diffuso nelle prossime settimane. “Suona un campanello di allarme da parte dei giovanissimi e le istituzioni non possono restare insensibili -ha detto Nello Musumeci presidente dell’Antimafia regionale – penso ai servizi sociali dei comuni che non funzionano piu’, penso alla dispersione, di fronte a questo tipo di risposte dobbiamo chiederci davvero che cosa possiamo fare per convincere i ragazzi ad avere fiducia nello Stato. Gli allievi non sapevano che questa era un indagine della commissione antimafia e non lo sapevano nemmeno gli insegnanti”.