Salute

Disturbi alimentari in aumento tra le giovani, riguardano 1 donna su 10

Redazione

Disturbi alimentari in aumento tra le giovani, riguardano 1 donna su 10

Ven, 13/03/2026 - 15:47

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I disturbi del comportamento alimentare, tra cui anoressia, bulimia, binge eating e ultimamente l’ortoressia, ossessione per il cibo sano e il disordine da digiuno intermittente, sono in aumento tra adolescenti e giovani donne. In Italia, si stima che 1 donna su 10 tra i 15 e i 24 anni abbia vissuto episodi riconducibili a Dca, con un rapporto di circa 9 a 1 rispetto agli uomini.

Lo evidenzia la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (Fnopo) che, in occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, che si celebra il 15 marzo in Italia per sensibilizzare sui disturbi del comportamento alimentare, richiama l’attenzione sull’importanza della prevenzione precoce e sul ruolo che le ostetriche possono svolgere nell’individuare i primi segnali di disagio legati al rapporto con il cibo e con il corpo.

“L’Ostetrica accompagna le donne in momenti chiave della vita, dalla pubertà alla gravidanza fino al post partum e al climaterio -spiega Elsa Del Bo, segretario della Fnopo-. Proprio per questa continuità di relazione può intercettare precocemente segnali di un rapporto problematico con il cibo, con il corpo e con l’immagine del sé corporeo”. Secondo la Fnopo, la prevenzione dei Dca passa anche attraverso un lavoro educativo sul corpo e sull’identità, che rientra pienamente nelle competenze dell’Ostetrica. Particolare attenzione merita il periodo della gravidanza e del post partum, fasi in cui il corpo femminile attraversa profonde trasformazioni fisiche e psicologiche.

“In gravidanza il corpo cambia rapidamente e questo può generare sentimenti contrastanti, soprattutto in chi ha avuto in passato un rapporto difficile con il cibo o con il peso – continua Del Bo- L’Ostetrica, grazie alla relazione di fiducia costruita con la donna, può favorire uno spazio di ascolto non giudicante e, quando necessario, orientare verso percorsi di presa in carico multidisciplinare”.

Per la Federazione è fondamentale rafforzare la formazione dei professionisti sanitari e promuovere una maggiore integrazione tra ostetriche, psicologi, nutrizionisti e medici, così da costruire reti territoriali capaci di intervenire tempestivamente.

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