Salute

Caltanissetta. L’Associazione Ispedd e autismo chiede incontro urgente all’Asp per un confronto sulla gestione dei servizi e dei fondi

Redazione 1

Caltanissetta. L’Associazione Ispedd e autismo chiede incontro urgente all’Asp per un confronto sulla gestione dei servizi e dei fondi

Ven, 27/03/2026 - 07:05

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CALTANISSETTA. L’associazione Ispedd e autismo, di cui è presidente Maria Grazia Pignataro (nella foto), ha chiesto pe le vie formali un incontro urgente con il direttore generale dell’Asp di Caltanissetta, Salvatore Ficarra, per un confronto riguardo alla gestione dei servizi e dei fondi dedicati ai disturbi dello spettro autistico in provincia di Caltanissetta.

In particolare le famiglie dell’Ispedd intendono discutere col direttore Ficarra della situazione del Centro diurno dedicato Eubios, di cui dopo circa sei anni chiedono la pubblicazione di regolare bando pubblico, evitando così l’ennesima proroga della Convenzione alla cooperativa affidataria, che nei fatti soffoca ogni possibilità di libera concorrenza e sana competizione tra le altre realtà presenti sul territorio e non solo.

Le famiglie dell’Ispedd chiedono pure di conoscere le modalità di impiego dello 0,5% del bilancio dell’Asp, come previsto dalla recente normativa all’art.35 della G.U.R.S. del 9/01/2026, destinato specificatamente all’autismo.

I genitori e le genitrici vogliono inoltre verificare l’applicazione e l’utilizzo dei fondi nazionali per l’autismo, stanziati per gli anni 2021 e 2022, ormai scaduti o prossini alla scadenza (il 31 marzo c.m.), di cui sembrerebbe essere stata spesa solo una parte e non in ogni caso per servizi destinati in via diretta alle persone affette da autismo.

Infine si vuole chiedere contezza delle modalità di attuazione della direttiva regionale dell’Assessorato alla salute del 14 gennaio 2026, finalizzata al superamento delle criticità nell’accesso alle prestazioni diagnostiche per persone con disabilità.

“In assenza di un riscontro – afferma Maria Grazia Pignataro, Presidente dell’Ispedd – saremo costrette ad intraprendere la strada del dissenso aperto e a ricorrere ai legittimi strumenti di protesta, che d’altronde mirano esclusivamente a garantire i diritti dei nostri figli e figlie”.

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