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Una direttrice artistica per Sanremo? Elisa ‘sarei onorata’. L’idea lanciata da Arisa e Bambole di Pezza

Redazione

Una direttrice artistica per Sanremo? Elisa ‘sarei onorata’. L’idea lanciata da Arisa e Bambole di Pezza

Ven, 27/02/2026 - 18:20

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– “Sono super onorata, super lusingata che Arisa e Le Bambole di Pezza abbiano fatto il mio nome come prima direttrice artistica, non me l’aspettavo”. Sorride Elisa, commentando la sua ‘candidatura’ alla direzione artistica del festival, avanzata dalle colleghe in gara quest’anno. Due volte in competizione all’Ariston – nel 2001, quando ha vinto con il brano Luce (tramonti a nord est), e nel 2022, quando è arrivata seconda con O forse sei tu – e ospite in diverse occasioni, la cantautrice triestina, classe 1977, sa bene che avere in mano le chiavi del festival sarebbe un bel passo avanti “verso una parità di genere, anche nel contesto di Sanremo. Un direttore artistico donna non c’è mai stato”, spiega.

In 76 edizioni, infatti, soltanto sei donne hanno avuto il ruolo di conduttrici principali: Lilli Lembo, sul palco nel 1961 insieme con l’attrice Giuliana Calandra; Maria Giovanna Elmi nel 1978, Loretta Goggi nel 1986, Raffaella Carrà nel 2001, Simona Ventura nel 2004 e Antonella Clerici, ultima ‘donna sola al comando’, nel 2010. Ancora più impietose le statistiche relative alla direzione artistica, ruolo mai affidato a una donna, fatta eccezione per la co-direzione di Carla Vistarini insieme con Pino Donaggio e Giorgio Moroder, nel 1997.

“Sarebbe una difficoltà mostruosa sotto tantissimi punti di vista. Nel senso che tu fai il cantante – riflette Elisa, che è anche regista di videoclip, attrice teatrale, fotografa, scrittrice e doppiatrice – e devi scegliere le canzoni di altri cantanti. Forse Sanremo è uno dei compiti più difficili della vita, molto difficile, devi cambiare numero di telefono. Poi è una grande pressione, responsabilità, sei molto più attaccabile di altri che vengono da un altro campo, quello è il tuo campo, e devi fare bene”, aggiunge l’artista intercettata alla Milano Fashion Week alla sfilata dello stilista Marco Rambaldi, che l’aveva vestita per il concerto ‘green’ a San Siro.

“Sulla carta, in teoria, noi artisti, musicisti, e cantautori, dovremmo sapere un po’ più di altri come funziona. Poi nella realtà chi lo sa”, aggiunge spiegando che il suo Sanremo sarebbe prima di tutto ‘green’. “Mi piacerebbe. Vi metto solo le luci rigenerate, le candele” scherza, spiegando che “la cosa importante sono sempre le canzoni: se si riescono a portare belle canzoni, a scegliere belle canzoni, si è fatto tanto, ed è quello che conta”. Secondo Elisa, “per fare il direttore artistico di Sanremo devi essere un po’ talent scout per fare un buon lavoro. Poi devi scegliere in una maniera molto varia, devi fare uno show come se fosse un dj, devi fare una scaletta che crei una wave”.

Sul festival in corso si astiene dai giudizi: “Lo sto guardando poco, perché sono un po’ impegnata, sto facendo altre cose in questo momento. In questi giorni ho guardato poco, pezzetti piccoli e devo sentire di più. Mi ci devo mettere, anche perché sabato vengono tutti i miei amici a casa mia con le schede per le votazioni. C’è un mio amico che è appassionatissimo, quasi fanatico, con lui si possono fare i commenti solo durante la pubblicità”. Nei giorni scorsi anche Carlo Conti si è speso a favore di una maggiore rappresentatività femminile: “Mi auguro che la presenza delle donne sia sempre più numerosa anche sul palco, non posso dire dove”, ha affermato probabilmente alludendo a una possibile direzione artistica al femminile. E se Fiorella Mannoia nelle scorse settimane si è detta “disponibile”, un endorsement per Elisa è arrivato dal sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi: “È un’artista che ha una struttura, una capacità di astrarsi da quello che è totalmente il suo gusto: il festival di Sanremo deve fare una proposta più ampia, deve essere capace di intercettare i gusti di più persone, di più generazioni. Credo che Elisa sarebbe in grado di farlo”

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