“Ho depositato un’interrogazione al Ministro dell’università e della ricerca sulla grave paralisi dell’ECUA – Empedocle Consorzio Universitario Agrigento. Non siamo di fronte a problemi tecnici, ma all’ennesima guerra di potere che sta bloccando la governance del Consorzio, mentre a pagare il conto sono gli studenti”. Lo afferma la deputata del Movimento 5 Stelle Ida Carmina.
“Dopo essere stata nominata la Governance dell’ECUA, dimissioni, veti incrociati, e antipatie politiche, personalismi, stanno impedendo l’insediamento degli organi dell’ECUA – prosegue – con il risultato che restano fermi bilanci, programmazione didattica e scelte strategiche. È una situazione inaccettabile e vergognosa che indebolisce l’unico presidio universitario del territorio e che consente di poter frequentare l’Università agli studenti agrigentini, risparmiando i costi degli affitti e delle trasferte in altre sedi sociali e d’Italia. Senza considerare che ciò accade nella Provincia di Agrigento, abbandonata dal punto di vista infrastrutturale, che sconta un profondo gap rispetto anche alle altre province siciliane, con una situazione che diventa ogni giorno più insostenibile e con sempre maggiori disagi per i cittadini, dimenticati da Governo Meloni e Schifani, come segnalato dal Comitato dei pendolari che lamenta siano state addirittura eliminate due corse ferroviarie nella tratta Agrigento – Palermo. Non è un caso – aggiunge – che sia dovuto intervenire perfino il Prefetto di Agrigento: il livello di irresponsabilità politica è l’atteggiamento predatorio di chi usa pure le università come “cosa nostra “senza alcun riguardo per il bene degli studenti, ha superato ogni limite. Agrigento non è una periferia culturale e non può essere trattata come terreno di occupazione e spartizione politica, sede di ignobili ricatti e personalismi – conclude Carmina. L’università va difesa, non spartita. Ho chiesto al Ministro di intervenire con tutti gli strumenti a disposizione, pur nel rispetto delle competenze istituzionali, per sbloccare questa situazione e garantire autonomia, stabilità e futuro al polo universitario agrigentino”

