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Sicilia, Agrigento. Tangenti all’Irfis: intercettazioni inutilizzabili, prosciolti

Redazione

Sicilia, Agrigento. Tangenti all’Irfis: intercettazioni inutilizzabili, prosciolti

Lun, 19/01/2026 - 15:06

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Non luogo a procedere perche’ il fatto non sussiste. Il gup del tribunale di Palermo Antonella Consiglio ha prosciolto sei imputati coinvolti nell’inchiesta che ipotizzava un giro di corruzione all’Irfis, la societa’ che finanzia le piccole e medie imprese e il cui azionista unico e’ la Regione siciliana. Sono stati assolti Paolo Minafo’, funzionario dell’Irfis; Antonio Vetro, consulente del lavoro di Favara; Giovanni Chianetta, amministratore dell’omonima societa’; Francesco Iacolino, amministratore della Soitek; Angelo Incorvaia e Valerio Peritore, amministratori della Omnia. La procura di Palermo, con il procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e il sostituto Claudia Ferrari, aveva chiesto il rinvio a giudizio.

Secondo l’accusa, le tangenti sarebbero state mascherate da consulenze per ottenere fondi pubblici. Il giudice, nel prosciogliere tutti gli imputati, ha dichiarato inutilizzabili le intercettazioni disposte durante le indagini, ritenendo che fossero state prorogate senza la necessaria autorizzazione del gip e in alcuni casi oltre i termini previsti.

L’inchiesta e’ la costola palermitana dell’operazione “Giano Bifronte”, condotta nel 2017 dalla guardia di finanza di Agrigento. Il reato ipotizzato era corruzione aggravata in concorso per fatti risalenti al 2014 e 2015. Secondo la procura, Minafo’ e Vetro avrebbero gestito un sistema di tangenti attraverso la societa’ Intersystem, che offriva consulenze fittizie a imprenditori agrigentini in cambio di finanziamenti. 

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