Salute

Guida dopo assunzione di droga, Codacons: “Decisione Consulta indebolisce la sicurezza stradale”

Redazione 3

Guida dopo assunzione di droga, Codacons: “Decisione Consulta indebolisce la sicurezza stradale”

Ven, 30/01/2026 - 10:37

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La decisione della Corte Costituzionale secondo cui chi si mette alla guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti è punibile solo qualora rappresenti un concreto pericolo per la circolazione stradale, pur risultando corretta sotto il profilo tecnico, rischia di produrre conseguenze rilevanti sul piano della sicurezza stradale. È quanto afferma il Codacons, esprimendo forte preoccupazione per le possibili ricadute della pronuncia della Consulta in termini di prevenzione.
Secondo il Codacons, il pericolo è che venga progressivamente meno l’effetto deterrente insito nell’articolo 187 del Codice della Strada, una norma pensata per anticipare la soglia di tutela dell’incolumità pubblica. Subordinare la punibilità al solo accertamento di un pericolo concreto potrebbe infatti indurre chi ha assunto sostanze stupefacenti a mettersi alla guida confidando, in modo del tutto soggettivo, di non costituire un rischio per la circolazione, senza una reale consapevolezza delle alterazioni del proprio stato psico-fisico.
Una valutazione che l’associazione fonda anche sui dati ufficiali, se si considera che, secondo gli ultimi dati Istat, l’11,2% dei sinistri stradali gravi con lesioni alle persone registrati in Italia è causato da conducenti che circolavano in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Sul punto interviene Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons, sottolineando che “la sicurezza stradale è un ambito nel quale il legislatore ha storicamente ritenuto legittimo anticipare la soglia di intervento, proprio per evitare che condotte intrinsecamente pericolose producano conseguenze irreversibili. Ricondurre l’intervento sanzionatorio al solo riscontro di un pericolo concreto rischia di trasformare una norma di prevenzione in una norma di mera repressione, abbassando il livello di tutela dell’incolumità collettiva e incidendo sulla percezione del rischio da parte dei conducenti”.
“In un settore che incide direttamente sulla vita e sulla sicurezza dei cittadini, il diritto non può prescindere dalle ricadute concrete sul comportamento degli utenti della strada. È su questo equilibrio delicato, tra garanzie individuali e tutela collettiva, che occorre mantenere alta l’attenzione”. – conclude Tanasi.

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