Una nuova realtà espositiva impregnata di storia che si pone come forte richiamo culturale. È questo il messaggio che la città ha lanciato con l’inaugurazione del “Lapidarium Luigi Guglielmo Moncada” nel seicentesco palazzo che porta il nome della potente famiglia che ne volle la costruzione. Allestito nell’ala dell’edificio ristrutturata, il lapidario ospita una selezione dei mensoloni antropomorfi e zoomorfi che lo decoravano all’esterno, tagliati nel corso del ‘900, ed offre al contempo una rilettura della storia dei principi Moncada a lungo legata a quella della città. Il progetto di tale spazio espositivo, nato nel 2018 nell’ambito del bilancio partecipativo comunale promosso dall’Associazione Alchimia, con la collaborazione con la Pro Loco, è stato recepito dal Comune che ne ha permesso la realizzazione. «Questo progetto –ha rimarcato l’assessore alla cultura Giovanna Candura in occasione dell’inaugurazione del lapidarium – è stato un sogno che, grazie alla determinazione della comunità e alla sinergia tra le istituzioni e le realtà locali, è di ventato realtà. Il Lapidarium è una testimonianza tangibile di come la cultura possa diventare uno strumento di crescita, di identità e di resistenza. La creazione di questo spazio espositivo ha una doppia valenza: non solo racconta la storia della nostra città e delle sue radici, ma offre ai giovani una memoria storica viva, un legame con il passato che non si può ignorare». Tra i soggetti che hanno contribuito alla realizzazione vi sono l’arch. Giuseppe Giugno, presidente dell’Associazione Alchimia, e la prof.ssa Rosanna Zaffuto Rovello, con il supporto di Lillo Capraro dell’Associazione Moncada. «Nella mia qualità di presidente dell’Associazione Alchimia –ha dichiarato l’arch. Giugno –riconosco che il Lapidarium è il risultato di un lavoro congiunto, reso possibile grazie al consorzio con le realtà culturali del territorio e al supporto dell’amministrazione comunale protempore e all’operato del vicesindaco e assessore alla cultura prof.ssa Giovanna Candura. Si inserisce all’interno di una programmazione strategica finalizzata allo sviluppo e alla valorizzazione dei luoghi della cultura della città». Determinante nella realizzazione è stato il contributo della Soprintendenza ai Beni culturali di Caltanissetta guidata dall’arch. Daniela Vullo, che ha curato il restauro del piano ammezzato del palazzo e autorizzato l’allestimento permanente dello spazio espositivo, così come rilevante è stato il ruolo svolto dai funzionari dell’Ufficio cultura del Comune arch. Michelangelo La cagnina e dott.ssa Michelina Blandino peril supporto tecnico, amministrativo e organizzativo assicurato.
di Redazione 3
Mer, 14/01/2026 - 14:20

