La Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge di bilancio dopo una maratona notturna di circa 12 ore iniziata con il voto di fiducia. Il testo passa ora al Senato dove dovrebbe essere convertito in legge senza modifiche la prossima settimana per evitare l’esercizio provvisorio. Di seguito le principali misure contenute nel provvedimento.
PACCHETTO ENERGIA – Le risorse destinate alle misure contro caro energia per i primi tre mesi del 2023 sono rivolte a famiglie e imprese e ammontano a oltre 21 miliardi di euro. E’ confermata l’eliminazione degli oneri impropri delle bollette, viene rifinanziato fino al 30 marzo 2023 il credito d’imposta per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale che per attività come bar, ristoranti ed esercizi commerciali sale dal dal 30% al 35% mentre per le imprese energivore e gasivore si passa dal 40% al 45%. Tra gli interventi anche l’iva ridotta al 5% sui consumi di gas metano. Per i comparti sanità, agricoltura, enti locali, trasporto pubblico locale, sono previsti interventi ad hoc per fronteggiare il caro energia e assicurare la prosecuzione dei servizi.
BONUS SOCIALE ENERGIA – aumenta la platea dei percettori del bonus sociale nel settore elettrico e in quello del gas. La soglia Isee per accedere al bonus da parte dei soggetti economicamente svantaggiati sale da 12.000 a 15.000 euro.
STRETTA SU REDDITO DI CITTADINANZA – Nel 2023 il Reddito sarà versato ai percettori abili al lavoro per sette mesi anziché per otto, come stabiliva il disegno di legge di bilancio approvato dal Consiglio dei Ministro. L’ulteriore stretta comporta un aumento dei risparmi che salgono da 743 milioni di euro a 958 milioni di euro. Arriva anche la decadenza automatica dal beneficio nel caso in cui non si accetti la prima offerta di lavoro anche se questa non è ‘congrua”, ossia non tiene conto delle competenze e non è economicamente vantaggiosa rispetto al reddito. Inoltre, i ragazzi tra 18 e 29 anni che non hanno completato la scuola dell’obbligo, per ricevere il reddito di cittadinanza siano tenuti a iscriversi a percorsi formativi o comunque funzionali all’adempimento dell’obbligo scolastico.
QUOTA 103 – Si avvia per il 2023 ‘quota 103’ che consente di andare in pensione con 41 anni di contributi e 62 anni di età anagrafica. Chi decide di restare in servizio può scegliere di non avere il versamento dei contributi previdenziali che quindi restano in busta paga.
PENSIONI MINIME – I trattamenti per gli over 75 salgono a 600 euro. Ma si tratta di un ‘aumento transitorio’ che si applica per il solo 2023. Sono circa 5,5 milioni i soggetti interessati e il costo dell’intervento ammonta a 270 milioni di euro.
RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI – Si modifica il meccanismo di rivalutazione delle pensioni rispetto a quanto previsto nel disegno di legge di bilancio approvato dal Consiglio dei Ministri. Confermata la rivalutazione piena per le pensioni più basse, per le altre l’adeguamento percentuale si riduce con l’aumentare dell’importo. Quelle tra 4 e 5 volte il minimo (circa 2.600 euro lordi al mese) avranno per il periodo 2023-2024 un adeguamento automatico pari all’85% anziché all’80%. Quelle tra 5 e 6 volte il minimo passano dal 55% al 53%, i trattamenti tra 6 e 8 volte il minimo dal 50% al 47%, mentre per i trattamenti più elevati, superiori a 10 volte il minimo, l’adeguamento si riduce dal 35% al 32%.
OPZIONE DONNA – Resta confermato l’intervento restrittivo legato al criterio dei figli. Nel 2023 le donne possono lasciare il lavoro a 60 anni, oppure a 59 anni con un figlio e a 58 anni con due o più figli. L’anticipo pensionistico è riservato alle donne caregiver, alle invalide al 74% e alle lavoratrici di aziende in crisi. In quest’ultimo caso l’uscita è possibile con 58 anni d’età indipendentemente dal numero dei figli.
APE SOCIALE – continua ad applicarsi per i lavori usuranti.
REGIME FORFETTARIO E FLAT TAX – Si innalza da 65.000 a 85.000 euro la soglia di ricavi e compensi che consente ai lavoratori autonomi di accedere all’imposta forfettaria del 15%. Esordio per la flat tax nella forma ‘incrementale’. Per gli autonomi che non aderiscono al regime forfettario, si applica la tassa piatta del 15% sugli aumenti di reddito calcolati rispetto ai tre anni precedenti.
CUNEO FISCALE – Sale da 20.000 a 25.000 euro (1.933 euro al mese) la soglia di reddito che beneficerà del taglio del cuneo fiscale al 3%. Da 25.000 e fino a 35.000 euro (2.600 euro al mese) il taglio del cuneo fiscale è prorogato al 2%.
SGRAVI ASSUNZIONI – Aumenta da 6.000 a 8.000 euro la decontribuzione per i datori di lavoro privati che nel 2023 assumono a tempo indeterminato i percettori di reddito di cittadinanza. Nel dettaglio, l’esonero dei contributi al 100% è riconosciuto per dodici mesi, nel limite massimo di 8.000 euro. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
VOUCHER LAVORO – possono essere utilizzati per il pagamento delle prestazioni di lavoro occasionale fino a 10.000 euro (anziché 5.000). MANCE
AI CAMERIERI – le mance erogate dai clienti a camerieri, addetti alla ristorazione e alle attività ricettive sono qualificate come ‘redditi da lavoro dipendente’ sui quali si applica una imposta sostitutiva del 5%.
PREMI DI PRODUTTIVITA’ – l’imposta sostitutiva si riduce dal 10% al 5% per importi fino a 3000 euro.
IMU – l’imposta municipale non si paga sugli immobili occupati.

