Salute

Calcio: è morto Sinisa Mihajlovic. La famiglia: “Morte ingiusta e prematura”

Redazione

Calcio: è morto Sinisa Mihajlovic. La famiglia: “Morte ingiusta e prematura”

Ven, 16/12/2022 - 15:54

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Sinisa Mihajlovic e’ morto. Lo annuncia all’ANSA la famiglia del tecnico serbo. La famiglia Mihahjlovic ha ora diramato un comunicato nel quale annuncia la scomparsa del tecnico serbo, definendo la sua morte “ingiusta e prematura”. “La moglie Arianna, con i figli Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nikolas, la nipotina Violante, la mamma Vikyorija e il fratello Drazen, nel dolore comunicano la morte ingiusta e prematura del marito, padre, figlio e fratello esemplare, Sinisa Mihajlovic”.

E’ finita il 16 dicembre 2022 la sua partita più importante, quella contro la leucemia, quella che da anni lo ha visto combattere senza tirarsi indietro, proprio come quando giocava. In Italia, ha vestito le maglie di Roma, Sampdoria, Lazio e Inter, nella sua patria, in Serbia, soprattutto quella della Stella Rossa. È con Lazio e Inter che colleziona il maggior numero di trofei in carriera come calciatore, tra cui due scudetti, quattro Coppe Italia (quella del 2005 con l’Inter portò la sua firma nella finale di ritorno contro la Roma). 

Proprio con i nerazzurri inizia la sua carriera come allenatore, passando poi sulle panchine di Bologna, Catania, Fiorentina, la nazionale della Serbia, il Milan, il Torino, un’esperienza brevissima allo Sporting Lisbona e quindi il ritorno a Bologna, forse il momento in cui i rossoblù esprimono il loro miglior calcio. Ed è proprio sotto le due Torri che il mondo del calcio scopre la battaglia che Mihajlovic sta combattendo contro la leucemia. Una battaglia che, ad un certo punto, sembrava sul punto di essere vinta. Purtroppo, però, le cose sono andate diversamente.

L’esonero nel corso di questa stagione dalla panchina felsinea, il riacutizzarsi della malattia, una nuova BATTAGLIAda combattere. Poi, il triplice fischio definitivo. Sul web, in queste ore, è un susseguirsi di commenti di cordoglio per la scomparsa dell’allenatore, la stragrande maggioranza dal mondo del calcio, ma anche dalle istituzioni,.

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