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Mussomeli, Piazza Umberto e direzione lavori

Redazione

Mussomeli, Piazza Umberto e direzione lavori

Mar, 09/02/2021 - 08:32

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MUSSOMELI – Passo dopo passo, anche il progetto di manutenzione e riqualificazione Piazza Umberto per 1.250.000 euro, continua ad andare avanti. È stata pubblicata infatti la determina a firma del capo dell’Utc per contrarre i servizi di Direzione lavori, contabilità e CSE per Euro 39.170,75 a base di gara. Tali servizi saranno affidato tramite procedure negoziate, senza previa pubblicazione del bando di gara, con consultazione di almeno cinque operatori economici. Gli operatori economici partecipanti alle procedure per l’affidamento dei servizi dovranno possedere: Laurea in ingegneria o architettura; iscrizione al relativo albo professionale; iscrizione all’albo regionale unico dei professionisti.

Come si ricorderà tale progetto di riqualificazione della più grande piazza di Mussomeli, oggi adoperata unicamente come mega parcheggio, lo scorso anno, prima delle elezioni che segnarono la trionfale rielezione del sindaco Giuseppe Catania, fu al centro di aspre polemiche per l’arditezza e l’innovazione delle progettazioni architettoniche.

L’opposizione di fatto (e tanti cittadini) bocciarono il progetto originale, ma l’amministrazione comunale mise sul tavolo altri due proposte in alternativa. Il primo cittadino di Mussomeli ha sempre detto e ripetuto che appena la procedura sarà completata e si avrà materialmente il decreto esitato, saranno rese pubbliche le tre ipotesi e saranno i cittadini a decidere tramite il sito comunale, l’app, e anche tramite assemblee pubbliche.

Giova anche ricordare che l’opposizione raccolse le firme tra i cittadini per dire no a quel progetto già finanziato. Si tratta, dicevamo, di una visione innovativa che ridisegna letteralmente lo schema compositivo della piazza, ridistribuisce spazi, colma vuoti, ne allarga altri.

Per l’amministrazione, comunque, saranno i cittadini a scegliere fra le tre diverse soluzioni proposte.

Primo: quello avversato da tanti, che prevede una piattaforma livellante della piazza che termina con alcuni gradini, e l’allineamento del monumento ai caduti col calvario, un gioco d’acqua dietro e luminare a forma di stella per ricordare i caduti delle due guerre.

Secondo progetto: via la piattaforma, rimane solo l’allineamento dei due monumenti e tutto il resto.

Terzo progetto: la piazza rimane com’è, senza alcuna piattaforma livellante e senza spostamento del monumento ai caduti, ma il resto del progetto originale dovrebbe rimanere, compreso un gioco d’acqua. Prevista anche una nuova forma di valorizzazione del monumento ai caduti dove sono scritti i nomi di 143 caduti della Prima Guerra Mondiale e degli 87 della Seconda Guerra. Ma sul come tale valorizzazione sarà attuata, ci sono ancora non poche perplessità.

Sia come sia, recuperare la grande piazza di Mussomeli è imperativo, ma che ne sarà, si chiedono in tanti, della maggiore piazza cittadina dove il Venerdì Santo si raduna il popolo per assistere al rito della crocefissione e della deposizione?

L’acceso dibattito sul futuro della piazza, travolto dal Covid e seppellito dalle elezioni che senza se e senza ma hanno premiato la politica del sindaco, potrebbe quindi riprendere forza tra chi si oppone in maniera decisa e chi guarda al futuro con occhio più aperto alle innovazioni che ricordano in qualche modo le posizioni degli apocalittici e degli integrati di Umberto Eco.

E ai più anziani torna anche in mente un fatto storico pressoché dimenticato, ricordato da fra’ Luigi Sapia nel suo libro “San Francesco all’Immacolata di Mussomeli”. Ovvero quando la baronessa Costanza Moncada, moglie del barone Mistretta, all’inizio del 1900 fece togliere la grande croce sul Calvario. Era accaduto che il barone aveva comprato il terreno adiacente la Piazza Grande e l’aveva fatto recintare tirando su un muro in pietra lavorata da mastri artigiani, di fatto diminuendo lo spazio a disposizione del popolo vicino al Calvario. La baronessa Costanza, che era stata celebrata perfino da Alexandre Dumas figlio con l’appellativo di Mademoiselle Costance, ivi stabilitasi, non tollerava però la visione della grande croce sul Calvario che le si parava di fronte tutte le volte che si affacciava al balcone del suo palazzo. Un giorno, mentre il barone non c’era, impartì quindi ordini precisi a degli operai di rimuovere la croce, ma scoppiò una rivolta popolare e la Grande Croce venne rimessa al suo posto a furor di popolo, mentre il muro del barone fu abbattuto a picconate.

Di tale fatto storico rimane traccia nel poemetto popolare in 38 ottave dialettali, scritto da Francesco Canalella nel 1906, dal titolo “La santa cruci”.

E perfino lo storico Giuseppe Sorge all’epoca si schierò a difesa della Santa Croce, avendo trovato un documento storico che attestava come la croce del Calvario esistesse già prima del 1809 davanti la chiesa di San Francesco, come scrive a pag. 40 delle sue “Cronache”. (FONTE LA SICILIA: ROBERTO MISTRETTA)

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