
MUSSOMELI – Campeggia in apertura dell’appendice fotografica la foto in bianco e nero di Pierre e Arethe Frankilin, entrambi protagonisti della Woodstock di Palermo che si tenne nell’ormai lontano 1970. La foto storica apre la galleria fotografica a supporto del bel libro di Sergio Buonadonna il cui titolo è esplicativo, “Quando Palermo sognò di essere Woodstock”. Un elegante volume, ampliato di nuovi contenuti in questa seconda edizione dove anche gli artisti di Mussomeli trovano spazio, e tra tutti Pierre Amico, che giovanissimo all’epoca, calcava per la prima volta un palco di caratura internazionale e con lui, tra tante star, anche una l’allora sconosciuta Giuni Russo.
Di quel giorno memorabile Pierre ricorda ogni dettaglio: “Avevo 25 anni e calcai il grandioso palco alla Favorita di Palermo con i pantaloni a zampa d’elefante che andavano molto di moda. L’annuncio della mia esibizione era stato dato un’enorme campagna pubblicitaria curata dall’imprenditore musicale italo americano, Joe Napoli che nottetempo aveva fatto tappezzare la città coi miei manifesti. E fu lui a presentarmi alla star delle star, Aretha Franklin dicendole: Questo ce lo portiamo in America, lo faremo conoscere al mondo intero”.
Come è andata lo sappiamo: dopo una notte insonne, Pierre Amico rifiutò la proposta e disse addio al sogno americano. Di quei giorni magici rimane il suo cavallo di battaglia, “Il sole nasce”, brano melodico scritto dal duo Cicognini-Bornici, inciso a Milano su 45 giri e che conteneva nel lato b “Come un prato”.
Ricorda Buonadonna nel suo libro: “Il sole nasce lo ha sempre accompagnato: a Milano al teatro Smeraldo, ancora a Palermo nel ‘79 al Disco Primavera, presentato da Daniele Piombi al teatro Biondo. Era il Sanremo in Sicilia –ricorda Pierre- trenta cantanti a livello nazionale, Pupo, Mal, Bobby Solo con cui andai a mangiare al Dottore del brodo. Gli unici siciliani eravamo Giusy Romeo ed io. Poi seguì il Discomare di Selinunte con Matia Bazar e Anna Oxa.”
Ma rimane indubbiamente legato al Festival Pop di Palermo il ricordo più bello.
“Quando uscii in palcoscenico provai un’emozione grandissima. Quando mai io, un piccolo cantante, essere inserito con le stelle mondiali Duke Ellington, Aretha Franklin, Johnny Halliday che mi mise una mano sulla spalla. Mai in Italia una cosa del genere. Era come sognare un evento soprannaturale”.
Oggi Piero Amico conduce la sua vita da pensionato nella città natia, Mussomeli, nella propria casa in centro storico. Ogni mattina non rinuncia alla salutare passeggiata, colazione al bar (quando i Dpcm lo permettono) e via coi ricordi che fluiscono a ritmo di musica.
“Sono contento che grazie a me si parli di Mussomeli come capitale della musica in questo bel libro di Sergio Buonadonna. Mi emoziono ancora nel rileggere le tante cose che ho fatto in quel periodo della mia vita. Fui anche ospite della Rai, condussi il programma televisivo “Tra amici” dove ospitai artisti come Rosa Balistreri, Nico dei gabbiani, il maestro Franco Li Causi autore dell’immortale Vitti na crozza, il poeta di San Cataldo Bernardino Giuliana. Feci dieci puntate su CRT, una tivù di Palermo. Fui ospite in varie trasmissioni televisive. Di qui giorni rimane il ricordo d’un periodo d’oro. Ne parlai anche con Pupi Avati, una mattina che mi trovavo a Roma, in Via Del Corso ed entrambi partecipando alla messa celebrata nella chiesa di San Carlo. Confido che anche la mia Mussomeli, quando ci saremo lasciati il Covid alle spalle, riscopra la bellezza della musica e perché, si possa utilizzare il cine teatri per eventi musicali. Io sono pronto a mettere a disposizione di tutti la mia lunga esperienza maturata sul campo.”
(FONTE: “LA SICILIA” Roberto Mistretta)

