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Mafia nel nisseno: i ‘leoni’ della nuova Stidda col sussidio di cittadinanza, 16 condanne

Redazione

Mafia nel nisseno: i ‘leoni’ della nuova Stidda col sussidio di cittadinanza, 16 condanne

Mar, 12/01/2021 - 15:08

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Mafia nel nisseno: i ‘leoni’ della nuova Stidda col sussidio di cittadinanza, 16 condanne

Mafiosi “pronti alla guerra” con il reddito di cittadinanza. Il gup di Caltanissetta, Alessandra Maira, ha condannato 16 presunti esponenti della nuova Stidda – arrestati dalla Squadra mobile di Caltanissetta un anno e mezzo fa, dopo l’indagine coordinata dalla Dda nissena – perche’ ritenuti componenti di un gruppo specializzato in estorsioni, spaccio di sostanze stupefacenti e danneggiamenti. A guidare gli stiddari, secondo quanto stabilito con il dispositivo di sentenza – c’era Bruno Di Giacomo – al quale sono stati inflitti 22 anni – che una volta scarcerato, dopo avere scontato una condanna per omicidio, era riuscito a mettere in piedi un’organizzazione che aveva a disposizione “500 leoni”, come li aveva definiti, “pronti a fare la guerra”, a fare scoppiare una nuova sanguinosa faida a Gela. Il giudice ha disposto anche la revoca delle indennita’ di disoccupazione, dell’assegno sociale, della pensione sociale o della pensione per gli invalidi civile, nonche’ del reddito di cittadinanza.

Parte civile al processo il Comune di Gela, la Cgil, l’antiracket e diversi commercianti: per tutti il gup ha previsto il risarcimento dei danni da stabilire in sede civile. Il presunto capo della nuova Stidda di Gela, Bruno Di Giacomo, e’ stato condannato a 22 anni; 14 anni Alessandro Scilio; 13 anni e 8 mesi Gaetano Marino; 12 anni e 2 mesi Emanuele Lauretta, 5 anni, 11 mesi e 3 giorni per Giuseppe Antonuccio, 9 anni e 6 mesi Giuseppe Alessandro Antonuccio. Il collaboratore di giustizia Giovanni Canotto – che ha raccontato di alcuni danneggiamenti agli operatori commerciali – e’ stato condannato a 4 anni. Condanna a 2 anni, 4 mesi e 20 giorni per Luigi D’Antoni, 6 anni e 6 mesi per Giuseppe Giaquinta, 2 anni e 8 mesi per Calogero Daniele Infurna; 6 anni e 8 mesi per il ragioniere Rosario Marchese, 5 anni, 11 mesi e 3 giorni per Gaetano Simone. Una condanna a 9 anni, 2 mesi e 20 giorni e’ stata comminata a Gianluca Parisi, Andrea Romano e Filippo Scerra. Condannato a 4 anni, 5 mesi e 10 giorni anche Nicola Palena. Dodici imputati sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e sospesi dalla potesta’ genitoriale. Altri due, Giovanni Canotto e Nicola Palena, interdetti dai pubblici uffici per cinque anni. (