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Le tessere ed il mosaico (di don Salvatore Callari). I segni: linguaggio muto

Don Salvatore Callari

Le tessere ed il mosaico (di don Salvatore Callari). I segni: linguaggio muto

Dom, 25/10/2020 - 08:13

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Le tessere ed il mosaico (di don Salvatore Callari). I segni: linguaggio muto
Don Salvatore Callari

Per la riflessione di questa settimana troviamo ospitalità negli spazi della Liturgia. Visitati da vicino. Sono ampi spazi ma noi occuperemo una piccola porzione, quasi l’essenziale dell’argomento in esame. Occorre rilevare subito che tutto quello che la chiesa insegna e quello che fa, ha fondamento nella S. Scrittura, i Santi Padri, la Liturgia e il magistero vivo della chiesa I fedeli hanno, quasi in modo più costante, contatto con la Liturgia. Essa è tutte le azioni che la Chiesa compie per svolgere la sua missione di salvezza. I mezzi o il tramite sono la S. Scrittura e la liturgia; in concreto la evangelizzazione e i sacramenti. Il sacramento è un segno, , un gesto concreto , gli strumenti con cui viene comunicata la grazia, cioè quella realtà soprannaturale che salva. E’ importante rilevare che prima dei singoli e particolari segni che sono i sacramenti, c’è il Sacramento più grande, direi, “onnicomprensivo” che è la Chiesa. La Chiesa tutta quanta è. con il suo modo di essere , solenne, sicuro ed efficace il segno o la presenza di Cristo che agisce nella Chiesa. Potremmo dire che da questo “ Sacramento” che è la Chiesa “ricaviamo” i vari sacramenti della liturgia. Molto bello, sintetico e di profondo significato è quanto dice S. Tommaso: “il sacramento è il segno commemorativo del passato, cioè, la passione e risurrezione, è il segno del presente, che è il frutto della passione, cioè la grazia, è segno profetico che preannunzia la gloria futura.” Per esprimere lo spirituale lavacro dello spirito c’è il segno del battesimo, con l’acqua che dà la vita nuova. La unzione che si fa oltre che nel battesimo anche nella cresima e l’ordine sacro, cioè il sacerdozio, ed è il simbolo della forza nella lotta contro, il male. Inoltre imprime nello spirito il sigillo dello Spirito Santo, che esprime l’appartenenza alla chiesa e l’impegno di difendere e diffondere la fede. L’unzione ha il fondamento nella persona di Cristo che è “ l’Unto di Dio “, il Messia; e quelli che sono incorporati da Lui con i sacramenti assumono la dignità di “ Unti di Dio”. C’è anche il fuoco segno simbolico della energia dello Spirito che trasforma, sostiene, illumina. Ma la grazia è una realtà invisibile e il sacramento , la rende visibile . Il linguaggio muto della Chiesa è anche l’uso dei paramenti sacri, che sono le vesti che indossano i ministri, per comunicare ai fedeli la identità” della festa che si inizia a celebrare o del Signore o dei Santi di cui si fa commemorazione. E si usa il bianco, per gli eventi gioiosi, quali Natale, Pasqua o le feste della Madonna e dei santi “confessori” che hanno “confessato, cioè professato durante tutta la vita la fede, con la testimonianza del Vangelo. Si usa il rosso che è il richiamo della passione del Cristo , o del martirio dei santi che “hanno versato il sangue per Cristo.. C’è il verde per il tempo in cui non ci sono particolarità commemorative, come elemento di “ passaggio” . Il colore viola come segno di austerità e “promemoria della penitenza”: avvento e quaresima. Nel passato si usava il nero per la messe dei defunti, ( secondo le notre usanze ) momenti di lutto. Costretti dallo spazio … ristretto abbiamo proceduto con sintesi ardite, trascurando il molto che rimarrebbe da dire. E’ utile : i sacramenti sono i segni e gli strumenti mediante i quali lo Spirito Santo comunica la grazia invisibile, attraverso elementi visibili per raggiungere la salvezza.