Salute

“E sedutosi … li ammaestrava”: Io sono il buon Pastore che dà la vita per le sue pecorelle (di don Salvatore Callari)

Don Salvatore Callari

“E sedutosi … li ammaestrava”: Io sono il buon Pastore che dà la vita per le sue pecorelle (di don Salvatore Callari)

Dom, 03/05/2020 - 08:10

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“E sedutosi … li ammaestrava”: Io sono il buon Pastore che dà la vita per le sue pecorelle (di don Salvatore Callari)

La figura del buon pastore è una figura di ruolo nella liturgia pasquale. Ogni anno ci viene proposta nella lettura del vangelo della IV domenica quasi per una ammirazione che riempie di tenerezza e di fiducia. Certamente abbiamo negli occhi l’immagine di Gesù buon pastore che porta sulle spalle una pecorella, presumibilmente ammalata o impaurita perché si era smarrita e viene ritrovata. Nella Bibbia è tanto presente la figura del pastore e viene nobilitata tanto da essere presa come immagine di Dio stesso e sempre con accento di familiarità, di fiducia. “ Tu Pastore di Israele ascolta” oppure ; “ Il Signore è il mio Pastore , non manco di nulla “ Gesù, nel Vangelo, ha sempre presente il pastore nella funzione di guida, di custode, di difensore . Basta pensare alla parabola della pecorella smarrita, che viene amorosamente cercata e portata sulle spalle per evitarle la fatica del cammino di rientro Non solo per le parabole ma per definire se stesso ricorre alla umile immagine del pastore delle pecore. “Sono stato inviato per le pecore sperdute della casa di Israele, come il pastore che si staglia, nella pagina di oggi , con semplicità solenne , come il leader capace di guidare, di difendere le pecore del suo gregge, dai ladri e dai briganti, E anche gli apostoli sono affettuosamente chiamati “ piccolo gregge”, oggetto delle sue premure. E della figura delle pecore si servirà ancora, alla fine dei tempi, al momento del giudizio, della discriminazione, quando separerà “ le pecore dai capri”, i buoni dai cattivi.

Ma particolarmente interessante è la descrizione del rapporto tra il pastore. E le pecore che ascoltano la sua voce, lo riconoscono anche per il timbro della voce, dallo stile del trattamento, pastore che conosce le pecore, le chiama per nome, e le pecore lo seguono. Vanno per il sentiero a loro indicato; lui le porta nei prati di erbe verdeggianti, alla fonte di placide acque fresche . Ma è importante leggere in filigrana, per scorgere il pensiero di Gesù. Vedere in trasparenza la sua missione di guida. di maestro, del suo popolo di ogni tempo e di ogni luogo. “ Io conosco le mie pecore e le pecore conoscono me e ascoltano la mia voce”. Vediamoci tutti in questo delizioso scenario di cristiani che siamo interessati a conoscere Gesù, e ascoltare la sua voce “attiva “ nel ministero della Chiesa, dei suoi ministri, di quanto sono messaggeri della sua parola, facendone regole di vita, nella ubbidienza, nella testimonianza cristiana, per giungere ai pascoli eterni della salvezza, dove troveremo ad aspettarci, nel recinto del cielo Gesù, Buon Pastore.