Salute

L’intervista a Padre Calogero Orifiamma missionario mussomelese in Taiwan

Carmelo Barba

L’intervista a Padre Calogero Orifiamma missionario mussomelese in Taiwan

Mar, 17/03/2020 - 08:05

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L’intervista a Padre Calogero Orifiamma missionario mussomelese in Taiwan

MUSSOMELI – )FONTE: “LA SICILIA” – Come hanno sconfitto il Covid 19 là dove è nato? Come ha reagito la gente? Lo abbiamo chiesto a Padre Calogero Orifiamma, missionario da oltre vent’anni a Taiwan, grande isola che si trova a 180 chilometri dalla Cina, dove ha anche costruito due chiese. Taiwan è collegato con voli giornalieri con la Cina dove sono tanti gli isolani che vi lavorano, quindi si temeva un ampio contagio, ma le contromisure attuate hanno impedito al virus di diffondersi. Dice Padre Calogero Orifiamma: “Il primo caso lo abbiamo avuto il 21 gennaio scorso, ma su una popolazione di 23 milioni e 600 mila abitanti, i casi attuali sono 47. Questo anche perché Taiwan ha fatto tesoro dell’esperienza della precedente epidemia da Sars nel 2003 e quindi la popolazione era preparata. La reazione è stata molto pacata e tranquilla e la popolazione ha atteso le direttive del governo che non sono tardate e le persone vi sono attenute. E questo attiene la mentalità dei taiwanesi, confuciana, in cui si ascoltano le disposizioni dei superiori, ovvero delle autorità. L’epidemia è stata circoscritta ed essendo un’isola è stato molto più facile controllare chi entrava e chi usciva. Sono stati ridotti i collegamenti aerei, altri collegamenti sono stati sospesi e chi entrava e chi usciva veniva controllato col termo scanner. Al contempo si è proceduto con una massiccia sanificazione che è ancora in corso. Ogni tre ore vengono sanificati gli uffici, i taxi, i mezzi di trasporto pubblici. Le persone vanno in giro con la mascherina.

Quali le direttive in primis del governo?

“Dapprima il governo ha posto sotto sequestro le mascherine e ha rifornito gli ospedali che sono molto numerosi. Taiwan infatti vanta uno dei migliori servizi sanitari mondiali. Sono state autorizzate alla distribuzione anche le farmacie e ogni persona, con la propria scheda sanitaria, può ritirare tre mascherine a settimana. Quindi, quando si va in ufficio, alle persone si misura la temperatura, si disinfettano le mani, si mantiene la distanza e si tiene la mascherina. E questo avviene anche in chiesa. Qui le scuole sono state chiuse per il Capodanno cinese, prolungando la chiusura di altre due settimane, ma la produzione non si è fermata, sempre attuando i dovuti accorgimenti, e anche nelle mense sono state create zone filtro, mentre tutti quelli che sono rientrati sono stati posti subito in quarantena con multe di 10.000 euro a chi trasgredisce”-

Che impressione fa l’Italia vista dal suo osservatorio a Taiwan? Avete l’impressione che si stia facendo tutto il possibile?

“L’impressione che noi da Taiwan abbiamo dell’Italia è che questo brutto momento possa passare in fretta, prego il buon Dio ed invito tutti alla speranza cristiana, non filosofica, ma concreta in Gesù Cristo. Tuttavia, attraverso le immagini che vengono veicolate dalle tv, per i tawanesi è impensabile questo assalto ai supermercati o il non ubbidire alle direttive del governo. I taiwanesi, come del resto i cinesi, amano molto l’Italia che per loro è la meta preferita. Basti dire che il 14 febbraio si doveva inaugurare un volo diretto tra Taipei e Milano, poi cancellato a causa dal Covid 19. Quindi non si capisce la grande incoscienza di chi non ubbidisce alle autorità, perché questo virus si combatte con l’osservanza di queste poche regole. Ma se non si è capaci di rispettare queste poche regole, tutto diventa più complicato”.

Quante responsabilità ha la politica dei tagli indiscriminati che ha fondato la moderna società sull’economia e il guadagno?

“Certo le scelte fatte dai politici italiani sulla sanità lasciano molto perplessi. Penso che si possa tagliare su tutto ma non sulla sanità che assicura il diritto alla salute. Qualcuno dice anche che questo virus in Italia ha trovato terreno fertile per via della popolazione anziana. E questo perché si sono fatte delle scelte che hanno messo il dio denaro al primo posto, sacrificando le nuove nascite, a non fare figli, e portando invece avanti politiche di distruzione della famiglia, con un’economia sganciata dalla morale e dall’etica. E ci ritroviamo a vivere tutto questo. La crisi economica è dovuta anche alla crisi di fede e dei valori. Questo vivere come se Dio non esiste ha portato noi che eravamo una nazione cattolica, e anche l’Europa che mandava missionari in tutto il mondo, ad essere diventati quasi una minoranza”.

Come coniugare quindi la fede con quello che sta accadendo?

“Io penso che dobbiamo riscoprire il vero senso della vita, quei valori non negoziabili. Valori di cui invece abbiamo fatto mercato. Bisogna ritornare alla fame di Eucaristia per tornare ad apprezzare il calore del corpo di Cristo. Vanno ascoltate le autorità, certo, ma i cristiani devono ascoltare anche i loro pastori. Qualcuno dice che quando la paura bussa al tuo cuore, se ad aprire sarà la fede, non troverà nessuno. Quindi andiamo avanti con speranza, sapendo che il Signore è con noi. Preghiamo e viviamo questa Quaresima protesi verso la Pasqua del Signore. Qui a Taiwan sto facendo pregare per voi i ragazzi e la comunità parrocchiale, con la recita anche della coroncina della Misericordia e del rosario. Quindi dico Forza Italia, ce la faremo”. (ROBERTO MISTRETTA)