CALTANISSETTA – Svolgevano attività dentistica senza avere ititoli per farlo.Un’accusa pesante quella che portato all’arresto con applicazione dei domiciliari del nisseno Gianluca Immordino,42 anni, alla chiusura di un centro odontoiatrico situato nei pressi di via Turati e alla sospensione dalle rispettive professioni peraltri tre indagati nei confronti dei quali non sono stati emessi altri provvedimenti restrittivi. Un blitz congiunto di Carabinieri e Guardiadi finanza scattato nellaserata dell’altro ieri, al termine del quale in quattro si ritrovano accusati di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio della professione medico odontoiatrica oltre ad accuse singole di truffae lesioni personali. L’accusa più pesante è quella contestata ad Immordino, che, come detto, si trova agli arresti domiciliarie nei prossimi giorni verrà interrogato dallagip ha firmato i provvedimenti; se deciderà di rispondere potrà chiarire i dettagli della vicenda e fornire la sua versione dei fatti. Ad assisterlo è l’avvocato Michele Ambra. Quando gli investigatori si sono presentati nel centro odontoiatrico Immordino ha parlato brevemente con loro, accennando una lineadi difesa. Ma, sempre che decida di rispondere alla giudice, sarà nel corso dell’interrogatorio che potrà essere più specifico. Secondo l’accusa il quarantaduenne, che figurava come amministratore unico, avrebbe esercitato la professione di medico dentista pur non avendo mai conseguito la laurea in medicina, essendo invece in possesso di una laurea in economia. Ma la ricostruzione degli investigatori non si esaurisce qui, visto che, secondo quanto emerso avrebbe provveduto personalmente alla predisposizione dei contatti necessari alla gestione iniziale dei pazienti, alla realizzazione delle visitepreliminari all’esito dellequali predisporreil preventivo di spesa per gli interventi sanitari da eseguire. In tutto questo Immordino avrebbe avuto il supporto supporto costante da parte del direttore sanitario –M. G. le sue iniziali – di un igienista dentale (A. A.) e di un odontotecnico (S. L. M:), ognuno dei quali con mansioni specifiche. A difenderli gli avvocati Davide Anzalone, Maria Geraci e Giuseppe Di Stefano. Nonessendo sottopostia limitazioni della libertà personale, per il momento abbiamo pubblicato solo le iniziali. Sempre secondo magistrati e investigatori,con il loro operato,i treavrebbero dato un “contributo causale alla realizzazione dell’associazione”, stando all’accusa formulata da carabinieri e guardia di finanza. In questo contesto il direttore sanitario avrebbe garantito fittiziamente la corretta gestione dell’attività dello studio medico. Solo che avrebbe ignorato del tutto l’obbligo di essere presente alle attività del centro e di garantire la salute dei pazienti ed invece riceveva solamente un compenso mensile senza partecipare direttamente alle attività del centro. Da parte sua l’igienista dentale avrebbe invece operato in modo totalmente abusivo all’interno del centro, non essendo iscrittoal relativo albo, mentre l’odontotecnico visitava i pazienti e compiva su di essi prestazioni sanitarie che non poteva realizzare visto che il suo era un ruolo “tecnico” come l’applicazione o la realizzazione di protesi, ma non la prestazione medica comela cura del dentee attività simili. E sembra anche che, a causa di tali presunte irregolarità, due pazienti avevano avuto problemi tanto che è scaturita l’accusa di lesioni. (di Vincenzo Pane, fonte La Sicilia)
di Redazione 3
Gio, 07/05/2026 - 12:25

