Il Comune ha deciso di impugnare la recente ordinanza del giudice dell’esecuzione del tribunale Maria Lucia Insinga con la quale si riconosce che “l’Ato Ambiente Cl 1 SpA in liquidazione vanta, nei confronti del Comune di Caltanissetta, un credito pari ad euro 12 milioni 907.511” ed ha affidato all’avvocato Antonio Campione l’incarico di presentare ricorso in opposizione. Così facendo intende contestare la certificazione del suo debito verso l’Ato Ambiente ma mira specificatamente a fare dichiarare inefficace e privo di ogni effetto il pignoramento presso terzi che ha avuto effettuato da Caltambiente (la società che ha gestito il servizio di igiene urbana sino al febbraio scorso) per un credito di 100.000 euro che vanta nei confronti della società d’ambito. E’ avvenuto in pratica che Caltambiente, non potendo pignorare somme che l’Ato Ambiente in liquidazione non ha, ha pignorato (presso terzi) le somme che il Comune dovrebbe dare alla stessa società. Per cui, se il debito del Comune non dovesse essere riconosciuto, il pignoramento effettuato è inammissibile. Ne consegue che debito del Comune nei confronti dell’Ato Ambiente e pignoramento presso terzi effettuato da Caltambiente al Comune non sono due cose a se stante ma sono strettamente connesse e concatenate. Tanto è vero che allo stato attuale, avendo il giudice dell’esecuzione del tribunale riconosciuto il debito del Comune verso l’Ato Ambiente, ha ammesso la legittimità del pignoramento effettuato da Caltambiente presso terzi. Ma ora, con il ricorso in opposizione che il legale del Comune si accinge a presentare, il discorso si riapre. Nel frattempo il giudice dell’esecuzione del tribunale ha fissato per il febbraio del prossimo anno l’udienza per la prosecuzione del processo esecutivo. Il magistrato ha evidenziato nell’ordinanza emessa “il positivo accertamento dell’obbligo del Comune di Caltanissetta nei confronti della società Ato Ambiente Cl 1 SpA in liquidazione nella misura di euro 12 milioni 907.511” come risulta dalla delibera numero 34 del 30 dicembre 2014 approvata dal consiglio comunale per quote non riscosse della Tarsu nel periodo compreso tra il 2005 e il 2012. (di Luigi Scivoli, fonte La Sicilia)
di Redazione 3
Gio, 07/05/2026 - 12:25

