Rassegna stampa. Museo delle Vare, Giovanni Mgrì contesta scelta giunta Ruvolo: “No in quel sito”

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Magrì

CALTANISSETTA – Tutto da rifare per la scelta dell’area sulla quale si vorrebbe realizzare il museo delle Vare del Giovedì Santo? Pare proprio così, dopo che il presidente del consiglio comunale Giovanni Magrì, del M5S, ha manifestato il suo netto “no” alla decisione della precedente giunta Ruvolo di costruire la struttura (con finanziamento da reperire) nel terreno confiscato alla mafia e assegnato al Comune di Caltanissetta, che si trova nella parte finale della via Rochester e precisamente nel lato sinistro a scendere compreso tra la sede degli uffici dell’Enel e il complesso commerciale esistente prima della rotatoria del viale Stefano Candura. Magrì da consigliere comunale contestò subito la scelta di quell’area ed ora lo ha ribadito: «Quella scelta non ci ha convinto prima e
non ci convince neppure ora, perché – dice – si tratta di un’area decentrata e ancora vergine che, nell’ottica del blocco del consumo del suolo e del recupero di strutture
abbandonate, andrebbe indirizzata come area a verde pubblico, come peraltro richiesto dai rappresentanti del comitato del quartiere San Luca».
Il presidente del consiglio comunale ha ricordato di avere incontrato alcuni mesi addietro il presidente e alcuni componenti dell’associazione “Giovedì Santo” per valutare un progetto per la realizzazione del “Museo elle Vare diffuso”con la collocazione dei gruppi sacri posti all’interno di teche di vetro – in diverse aree della città da rigenerare lungo un percorso individuato all’interno dei quartieri storici del capoluogo nisseno. «I com-
ponenti dell’associazione – ha però detto – legittimamente sostennero allora che le Vare dovrebbero essere collocate in uno spazio espositivo unitario, magari da realizzare
preferibilmente riqualificando un immobile già esistente in centro storico» e, in alternativa, possibilmente nei fabbricati dell’ex mercato ortofrutticolo all’ingrosso all’in-
terno dell’area attigua alla chiesa San Pio X, tra la parte superiore della via Rochester e la via Napoleone Colajanni, anch’essa confiscata alla mafia e ugualmente assegnata al Comune. Per Magrì, insomma, «la scelta dell’area effettuata dalla giunta Ruvolo è inadatta e inadeguata per realizzarvi il museo delle Vare». Intanto nei giorni scorsi la nuova soprintendente ai beni culturali Daniela Vullo ha annunciato una verifica da effettuare a breve scadenza per accertare se con qualche “aggiustamento” il museo delle Vare può essere trasferito nei locali al piano terra dell’ex Gil di via Napoleone Colajanni, ristrutturati con una spesa 1.100.000 euro e poi rimasti inutilizzati.

Luigi Scivoli – La Sicilia.it

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