L’anziano nella postmodernità e le prospettive dell’assistenza. Incontro all’Ordine dei Medici di Caltanissetta

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Da sinistra: Antonino Arcoraci, Serafina Surrenti e Giovanni D'Ippolito

CALTANISSETTA –  “Gli anziani, nella professione medica e nella società, non sono un peso ma costituiscono un valore assoluto. L’esperienza che possono offrire ai nostri giovani medici rappresenta un patrimonio di conoscenze impareggiabile”. Lo ha detto il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Caltanissetta, Giovanni D’Ippolito, aprendo i lavori dell’incontro sul tema “L’anziano nella modernità” svoltosi nella sede conferenze dell’OMCeO al quale hanno partecipato il professore Antonino Arcoraci, consigliere nazionale Federspev (Federazione Sanitari Pensionati e Vedove) e Serafina Surrenti Milisenna (presidente della sezione nissena Federspev).

Durante l’incontro, i relatori si sono soffermati sui dati che dimostrano come l’aspettativa di vita in Italia è elevata ed è destinata a salire ulteriormente. Aumentando l’età della popolazione anziana e la presenza di eventuali patologie o polipatologie, si pone il problema di fornire un’adeguata assistenza geriatrica dei soggetti fragili sia in ambito domiciliare sia nelle strutture di cura.

«La medicina deve riorganizzarsi per realizzare un supporto personale specializzato per i soggetti della terza età, grazie alla combinazione tra la figura professionale infermieristica che segue l’indirizzo clinico fornito dal medico – ha detto Arcoraci, già primario di Endocrinologia all’ospedale “Piemonte” di Messina -. Occorre una figura medica che non sia solo un gerontologo, ma che possa gestire la persona sotto il profilo clinico e fornire un aiuto anche umano, psicologico. Il sistema sanitario locale, di contro, non deve considerare come numeri gli anziani ricoverati delle strutture ma persone alle quali offrire assiduamente cure e compagnia».