Caltanissetta, depistaggio Borsellino: udienza preliminare rinviata al 28 settembre, i figli di Paolo parte civile

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CALTANISSETTA – Rinviata al prossimo 28 settembre, alle 9,30 al Palazzo di Giustizia di Caltanissetta, l’udienza preliminare nei confronti di tre poliziotti accusati del depistaggio delle indagini sulla strage di via d’Amelio. Davanti al Gup sono comparsi il funzionario Mario Bo e i poliziotti Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei, accusati di calunnia in concorso. Per i tre, la procura nissena, ha contestato l’aggravante secondo la quale, con la loro condotta avrebbero favorito Cosa nostra. All’esterno del tribunale un sit-in di cronisti con i cartelli #iostoconsalvopalazzolo, indagato per rivelazione di segreto dalla procura di Catania e sottoposto a perquisizione domiciliare con il sequestro di pc, telefono e hard disk, per avere scritto a marzo la notizia della chiusura delle indagini sui tre poliziotti.
Il Gup di Caltanissetta, Graziella Luparello, ha accolto la richiesta di costituzione parte civile avanzata – tramite i loro legali – dai figli di Paolo Borsellino, Manfredi, Lucia e Fiammetta, dei figli di Adele (sorella del giudice) e di altri cinque presunti boss, accusati ingiustamente di aver preso parte alla strage di via d’Amelio. “Provo solo tanta tristezza – e’ stato l’amaro sfogo di Fiammetta Borsellino – nel vedere uomini dello Stato sfiorati dal solo sospetto di aver depistato le indagini sulla strage di via d’Amelio. Lo Stato in questa udienza non si e’ costituito parte civile. Questo mi amareggia molto. Sicuramente questa assenza non e’ un segnale che si puo’ leggere positivamente. Sarebbe interessante chiedere al presidente del Consiglio, ai vertici dello Stato, il perche’ di questa assenza”.
Anche l’avvocato Giuseppe Dacqui’, difensore di Natale Gambino, costituitosi parte civile, ha stigmatizzato nel suo intervento “la mancata costituzione di parte civile dello Stato atteso che il reato di calunnia tutela il buon andamento dell’amministrazione della giustizia dove proprio lo Stato risulta essere la prima persona offesa