CALTANISSETTA – Si è spento un decano dell’avvocatura nissena. Maestro di tanti legali oggi affermati. Alla soglia degli 82 anni è scomparso l’avvocato Michele Vizzini, uomo che dell’ironia ne aveva fatto uno stile di vita.
Professionista d’altri tempi, dalla grande arte oratoria e d’immensa cultura dispensata dentro e fuori le aule giudiziarie. Le sue arringhe hanno scuola. Hanno scritto pagine della storia dell’avvocatura nissena. Lui che ha indossato la toga già dal lontano marzo del 1967. E da allora è stata una escalation professionale brillantissima, punteggiata da tappe fortemente significative.
Nella sua lunga e luminosa carriera è stato impegnato in tanti processi di grandissima rilevanza: dal procedimento per l’uccisione del giudice Rocco Chinnici, alla strage di Pizzolungo, dallo storico dibattimento a carico della mafia nissena finita nel vortice del maxi «Leopardo», al primo «Capaci» e, ancora, per l’uccisione del magistrato Giangiacomo Ciaccio Montalto oltre che innumerevoli istruttorie in Assise per tanti altri omicidi.
Nella sua carriera v’è stato spazio anche per la politica, con una candidatura al Senato sfumata in extremis sotto il simbolo del partito socialista. E sempre per il “garofano” è stato in lizza, nel 1998, per la presidenza della provincia di Caltanissetta.
Ma nella memoria rimarrà scolpita una figura forte di uomo e professionista di altissima levatura. Un esempio per tante generazioni che lo hanno seguito e che lo hanno adottato a modello. Uno stile inconfondibile il suo, fatto di un linguaggio assai forbito, specchio d’infinita cultura. S’è spento nella sua abitazione dove s’era ritirato da qualche tempo dopo avere lasciato le aule di tribunale, lui che ha respirato l’aria di palazzi di giustizia di mezza Italia, consegnando adesso un ricordo indelebile. L’ultimo saluto sarà lunedì pomeriggio alla Cattedrale di Caltanissetta.
(Rassegna Stampa – Vincenzo Falci – Castello Incantanto)
La redazione e l’editore porgono sentite condoglianze alla famiglia Vizzini.

