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Nizza: l’angoscia della tragedia vissuta da tre studenti nisseni scampati al massacro

Redazione

Nizza: l’angoscia della tragedia vissuta da tre studenti nisseni scampati al massacro

Ven, 15/07/2016 - 13:52

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CALTANISSETTA – Sono scampati al massacro di Nizza , i tre studenti della provincia di Caltanissetta che giovedì sera stavno partecipando con altre migliaia di persone ai festeggiamenti del 14 luglio sul lungomare Des Anglais, dove s’è verficato l’attentato con il camion che a 80 km orari è piombato sulla folla, uccidendo 84 persone, tra cui molti bambini, e ferendo un centinaio di persone la metà dei quali bambini. Salvi, sotto choc, ma vivi lo studente di 17 anni che da settembre frequenterà il quinto anno dell’Istituto Alberghiero “Senatore Angelo Di Rocco” di Caltanissetta e due ragazze di Mazzarino, anche loro studentesse, che stavano partecipando con altri studenti italiani e siciliani alla vacanza studio organizzata dall’Inps e riservata ai figli dei dipendenti pubblici.

La comitiva stava percorrendo l’affollato lungomare insieme ai tutor quando è spuntato il camion con al volante l’attentatore rimasto ucciso, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, un franco-tunisino di 31 anni. Quando hanno visto che il mezzo stava falciando le centinaia di persone che passeggiavano, lo studente licatese e il resto degli amici non hanno esitato un secondo e hanno saltato un muretto alto tre metri, rifugiandosi sulla spiaggia.

“Il camionista faceva a zig-zag per abbattere più persone possibili. Inizialmente non avevo capito niente, poi ho pensato subito a salvarmi… Mi sono venuti i brividi, le persone volavano in aria… ho visto sangue dappertutto…”, ha raccontato il diciassettenne messaggiando su Whatsapp con le insegnanti e i compagni, rassicurandoli che era miracolosamente scampato al massacro. Adesso la comitiva di studenti italiani è trattenuta a Nizza, nell’albergo in cui alloggiano. A tutti è stato vietato di uscire, se non scortati dalla Polizia ma per particolari esigenze. Ore di trepidazione per le famiglie dei tre studenti di Licata e Mazzarino, che sono in costante contatto con i figli e la Farnesina per eventuali necessità e predisporre il rientro in Italia quanto prima, non appena sarà rientrata l’allerta.

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