CALTANISSETTA – Un nuovo caso di meningite si è registrato questa mattina all’ospedale Sant’Elia. Un giovane nisseno di 28 anni, che accusava da qualche giorno mal di testa e che ieri sera ha avuto un forte aumento della temperatura, è stato trasportato in pronto soccorso dove, poco dopo, è arrivata la diagnosi: meningite batterica. Il ragazzo, le cui condizioni non destano preoccupazioni, è stato sottoposto all’esame del liquor che, fatto analizzare immediatamente dal laboratorio dell’ospedale Sant’Elia, è risultato torbido dando la certezza ai medici che si trattava di una meningite batterica, più grave rispetto a quella virale. Il giovane è già ricoverato da questa mattina al reparto di Malattie Infettive, dove sta già eseguendo la terapia. “In atto – ha spiegato il primario facente funzioni del reparto di Malattie Infettive, Alfonso Averna – le condizioni del giovane sono buone, bisogna solo attendere le prossime 48 ore per stabilire una prognosi. In questo periodo, e nei cambi di stagione in genere, si verifica una maggiore recrudescenza con un’aumentata casistica di meningite. Capita per esempio di avere casi più frequenti in primavera o autunno o quando vi è una drastica variazione delle temperature, come si è verificato in questi giorni. Nel caso specifico del giovane era stato al mare, forse era già immuno-depresso e lo sbalzo di temperatura avrà fatto il resto. In ogni caso tutto è stato fatto in maniera tempestiva dall’analisi del liquor che è stato esaminato velocemente dal nostro laboratorio e che ora, per maggiori certezze sul ceppo batterico di appartenenza, abbiamo inviato anche al policlinico di Palermo. Per quanto riguarda la trasmissione può avvenire per via aerea, per contiguità o attraverso il superamento della barriera ematoliquorale di un germe che si trova in circolo per altri motivi e si va poi a localizzare a livello delle meningi”. Altri 5 o 6 sono i casi registrati in questo periodo al Sant’Elia tutti però superati con esito positivo grazie alle diagnosi tempestive e alle terapie somministrate altrettanto velocemente. I medici del pronto soccorso hanno provveduto, per tutto l’arco di tempo in cui il giovane era presente in merito, a far indossare le mascherine a pazienti e accompagnatori e a far eseguire la profilassi a chi è stato in stretto contatto con il giovane.
di Redazione 3
Gio, 07/05/2026 - 12:25

