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Randagi affidati alla Lida, Calà amareggiato con il sindaco

Redazione

Randagi affidati alla Lida, Calà amareggiato con il sindaco

Lun, 19/01/2015 - 10:09

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Peppe Calà 0005MUSSOMELI – Come accade spesso nei piccoli paesi, il soprannome che si affibbia ad un proprio concittadino trova fondamento nella locuzione latina “nome nomen”. Capita quindi che un uomo come Giuseppe Calà, grande appassionato di animali, venga inteso dal resto dei mussomelesi “Peppe canile”. Nell’era di internet potremmo dire un nickname che la dice lunga sulla sua vocazione: quella di avere cura per gli amici a quattro zampe. Un amore viscerale che era diventato un lavoro; il suo compito quotidiano era quello di occuparsi dei randagi. Un accalappiacani che non si fermava alla cattura delle bestiole, ma che continuava nell’impegno di trovare un padrone al povero animale. In questi anni in cui ha lavorato per conto del Comune, Giuseppe Calà ha fatto adottare più di 180 cani. Un record, un numero emblematico che dà la misura della professionalità con cui ha condotto il suo mestiere. Fino a qualche giorno fa però. Fino a quando il sindaco Salvatore Calà ha deciso di non rinnovargli il contratto, e affidare il servizio di cattura e custodia alla Lida di San Cataldo, da qualche settimana ente gestore del canile di Montedoro. “Fino a domenica scorsa- afferma Peppe Calà- il sindaco mi aveva assicurato che mi avrebbe rinnovato il contratto. Anzi, sulla scorta delle sue rassicurazioni ho persino pagato le tasse da artigiano. Poi ad un tratto il sindaco ha cambiato idea, affidando il servizio alla Lida. Voglio sapere per quale motivo lo ha fatto, tutti sanno che ho operato bene. Tutti sanno come mi sono preso cura degli animali, di come mi sono impegnato per farli adottare. Perché questo cambio repentino? E non può addurre motivazioni economiche, perché la mia proposta era molto più conveniente di quella della Lida”. In effetti Calà non ha tutti torti. Qualche giorno fa l’accalappiacani ha formulato una offerta: con 2800 euro al mese il Comune avrebbe potuto prendere in affitto il canile di contrada Germano di proprietà di Elio Ferreri, dare ospitalità fino a 40 animali per volta, ed in più con lo stesso prezzo era incluso il servizio di cattura. “Invece il primo cittadino- dice amareggiato l’oramai ex accalappiacani- proprio qualche giorno fa ha deliberato la somma di 1900 euro per catturare e dare ricovero a 4 randagi”.

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