RIESI – In occasione della presenza di S.E. il Prefetto a Riesi per discutere del tema “Sicurezza Sociale e “Ordine Pubblico” il M5S di Riesi sente il diritto-dovere di fare alcune considerazioni.
La devianza minorile è un fenomeno preoccupante in particolare nel comune di Riesi e pertanto Riesi va tenuto nella giusta considerazione.
Ovviamente occorre riflettere sulla crisi economica e sociale che sta attraversando tutta la nostra provincia la quale detiene tristi primati per tasso di disoccupazione, scarsa qualità della vita, servizi precari e preoccupanti livelli di dispersione scolastica che racchiude in sé tutti i problemi sociali del nostro territorio (disoccupazione, lavoro nero, indigenza, criminalità organizzata, sfruttamento del lavoro minorile, accattonaggio etc etc). A fianco di queste situazioni socio-economiche concorrono questioni d’ordine e legalità che aggravano le già precarie condizioni di vivibilità dei nostri centri abitati. Una situazione di questo tipo richiede interventi sistematici da parte di tutte le componenti sociali, per affermare la cultura della legalità che passa attraverso il lavoro, la scuola, la creazione di centri ricreativi e la diffusione di sani valori che spesso i minori ignorano a causa degli esempi negativi a cui assistono L’unico Organismo Interistituzionale che si occupava di “Devianza Minorile e Dispersione Scolastica” e cioè l’OSSERVATORIO PER LA LOTTA ALLA DISPERSIONE – DISAGIO -DEVIANZA è stato soppresso! E’stato distrutto un lavoro Interistituzionale a tutela dei minori di Riesi. E’ da un anno che il Movimento Cinque Stelle di Riesi lancia appelli di all’allarme “DEVIANZA MINORILE a RIESI”. Ma tutti hanno sottovalutato. Nelle zone a rischio, la Scuola non si deve limitare all’apprendimento di nozioni ma deve favorire la socializzazione e la tutela del minore da parte delle ISTITUZIONI preposte. Questi sono elementi caratteristici e visibili della nostra realtà. Negarli sarebbe ed è un atto criminale. Per questo ci chiediamo questi minori di cui oggi si parla, quale scuola frequentano? come vivono la scuola? Cosa fanno i Dirigenti scolastici? perchè non segnalano i casi di disagio?
Ormai tutti quelli che si occupano di problematiche giovanili, sono consapevoli che la debolezza familiare ma soprattutti i silenzi di molte scuole sono tra i maggiori responsabili di ciò che sta accadendo ai nostri giovani. All’inizio di ogni situazione deviante esiste una causa. Si tratta di individuarla e di intervenire, auspicando un miglior coordinamento tra le diverse agenzie coinvolte in questo settore, in quanto quello attuale non è per nulla funzionale e soddisfacente.
Ci rivolgiamo al Dirigente dell’A.T.P. dott. Antonio Gruttadauria e gli chiediamo che “ i Territori come Riesi vanno attenzionati altrimenti il costo da pagare è alto e chi paga sono i nostri figli” e di restituire la sede operativa dell’Osservatorio al territorio di riesi ad alto rischio di devianza minorile.
A nostro avviso occorrerebbe una regia Istituzionale da parte della Prefettura o della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni e non più affidata ai Dirigenti Scolastici.
Nella nostra società, una parte della delinquenza minorile è alimentata anche dalle disuguaglianze socio-economiche o dalle difficoltà che si registrano sul piano delle relazioni e della comunicazione e non è un caso che i reati di tipo espressivo sono in aumento. I nostri studenti vanno a Scuola armati. Alla base di ogni condotta minorile ci sono sempre dei cattivi insegnamenti.
A volte ai nostri ragazzi manca qualcuno di cui fidarsi o meglio dei validi punti di riferimento (genitoriali/scolastici/educativi). Sarebbe auspicabile, a nostro parere, una competenza progettualeche sappia innovare i servizi esistenti all’interno del proprio territorio; una competenza gestionaleche curi gli aspetti organizzativi utili a garantire efficienza ed efficacia, valorizzazione delle professionalità esistenti e rispetto della dignità di chi opera nel settore; una competenza culturale che organizzi momenti d’incontro e migliori le risorse già esistenti come biblioteche, luoghi d’aggregazione e apertura delle scuole in orari pomeridiani quali oasi delle culture.
Se non impariamo a contenere le azioni autoreferenziali, sarà difficile realizzare qualsiasi progetto di rete che deve includere, secondo noi: famiglia, scuola, istituzioni, forze dell’ordine, magistratura, enti locali, associazioni, volontariato, vicinato e parrocchie ma la scuola rimane il luogo privilegiato per lo sviluppo di azioni di prevenzione e l’affermazione dei diritti di cittadinanza delle persone minori d’età e quando la scuola tace, i danni sono irreparabili. Soltanto così si potrà costruire una società più sicura, più giusta e solidale.
M5S Riesi

