“Cosa Nostra e’ protesa in questo momento a riconsolidare la sua struttura, a cominciare da una catena di comando che da tempo ha perso compattezza, liberta’ d’azione e potere di consizionamento ambientale”. E’ uno dei passaggi della relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia al Parlamento. “Mentre Matteo Messina Denaro – sottolinea la Dia – e’ costretto nello sforzo di prolungare la sua latitanza e di proteggere i propri interessi economici dall’intesa aggressione istituzionale, vanno seguiti con attenzione i segnali di una scomposta deriva intimidatoria nei confronti della magistratura e di altre figure di riferimento”. Ma anche “alle dinamiche innescate dalla recente scarcerazione – in un breve arco di tempo – di numerosi elementi di spicco”.
La relazione della Dia sottolinea in particolare, “l’innalzamento del livello di sfida” che si manifesta nei “ripetuti atti intimidatori nei confronti di esponenti della magistratura siciliana e delle istituzioni locali”, e di “rappresentanti di organizzazioni pubbliche e private impegnati, a vario titolo, nella lotta antimafia”, “una insofferenza” rivolta in particolare “all’impegno legalitario di cui sono protagonisti settori della societa’ civile” e “la locale Confindustria”, guidata dal delegato nazionale per la legalita’, Antonello Montante.


