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La fiaccolata della Pace della”discordia”. Il punto di vista dell’Associazione Efraim: “dalla fantasia alla realtà”

Redazione

La fiaccolata della Pace della”discordia”. Il punto di vista dell’Associazione Efraim: “dalla fantasia alla realtà”

Mar, 05/08/2014 - 22:43

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imageCALTANISSETTA – In merito alla fiaccolata organizzata nella serata del  31 luglio scorso, si ritiene necessario esprimere alcune considerazioni in merito alla manifestazione. Innanzitutto al di là di ogni valutazione dell’evento, intendo rivolgere un apprezzamento agli organizzatori dell’iniziativa, nonché un sentito ringraziamento per l’invito rivolto all’associazione che si occupa di ebraismo. Detto questo occorre precisare che sin da subito le persone delegate a rappresentare l’associazione hanno espresso le loro motivate perplessità verso una iniziativa che, seppur nascendo dall’intento di richiamare una riflessione, anche di natura religiosa, sulla guerra e sulle vittime innocenti, sembrava  tuttavia preannunciarsi con una forte connotazione di parte. Nonostante questa perplessità i rappresentanti dell’associazione alla fine, dietro le debite rassicurazioni  degli organizzatori, hanno deciso di partecipare, nella convinzione di poter contribuire  ad un dialogo difficile, ma pur sempre costruttivo, almeno questo era l’auspicio.  In realtà, pur comprendendo il punto di vista  degli organizzatori e del sindaco Ruvolo che ha fatto propria l’iniziativa, ė innegabile che l’andamento della manifestazione abbia avuto uno svolgimento unilaterale e praticamente senza contraddittorio. Una suggestiva manifestazione di una volontà di pace a Gaza  e non nel medioriente, tenuto conto che in Siria,  ad un tiro di schioppo da Gaza, ad esempio, i bambini siriani muoiono a centinaia e centinaia..  Quanto poi ai contenuti espressi dalla ricercatrice mediorientale, collega del sindaco Ruvolo,  che  ha parlato via Skype dalla striscia di Gaza, nel lungo spazio che le è stato dedicato ha espresso una serie di accuse gravissime contro lo stato di Israele senza tuttavia alcun supporto di prove o di documentazioni. A questo si deve  aggiungere  che non è stato previsto dagli organizzatori un collegamento per ascoltare una voce da Israele. Davvero si è ancora convinti che parlare della striscia di Gaza significhi parlare  di una romantica ed eroica resistenza contro l’invasore. ?Ora, se si annullano secoli di storia, se si cancellano la dichiarazione di Balfour del 1917 ,la risoluzione di Sanremo  del 1920, e  la risoluzione dell’ONU del 1948, allora possiamo ascoltare tranquillamente le urla scomposte della piazza che a  Caltanissetta scandiva Free Palestine e Destroy Israel. Organizzare  una manifestazione per la pace a Gaza e’ una risposta emotiva e toccante ad una questione straziante: la morte dei bambini. Ma è una risposta insufficiente e di parte e rischia di fallire un obiettivo centrale : la nostra posizione verso il terrorismo. Piaccia o meno, Israele ė l’unica democrazia parlamentare del medio oriente, questo è un fatto. Israele ė uno Stato di diritto che ha il diritto di difendersi. Ora se i leader di Hamas o il signor Abu Mazen potessero spiegarci l’uso del fiume di denaro che l’Unione Europea ha riversato e riversa alla “cosiddetta Palestina”,  forse scopriremmo come mai non sono riusciti a costruire dei rifugi per i civili ma in compenso  sono stati costruiti i tunnel per compiere azioni terroristiche. La striscia di Gaza attualmente  è da annoverarsi tra gli stati canaglia anche verso il suo stesso popolo. Ma non si può ancora tentare di imputare ad Israele l’asimmetria delle rispettive vittime di questo conflitto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che lo stato di Israele protegge i suoi e inventa e costruisce l’iron dome per difendersi dai razzi. Israele difende i suoi civili costruendo rifugi ovunque ; dal Neghev martoriato dal lancio di razzi, che non cessa neanche durante le tregue,molti i bambini  israeliani sono stati mandati verso le città del centro per proteggerli maggiormente. Gli ebrei sanno bene quale spaventoso costo di dolore ė la morte dei bambini: ne hanno persi un milione e mezzo nelle camere a gas durante la seconda guerra mondiale. La ricerca legittima della pace e di una pace vera e duratura deve basarsi sulla giustizia e sulla verità. La guerra arabo israeliana e’ questione seria che merita un approccio serio, attento e documentato  se non vogliamo ritrovarci, nostro malgrado, ad appoggiare le ragioni del fanatismo, dell’intolleranza e del terrorismo.

Associazione Efraim

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