CALTANISSETTA – Il Consiglio Comunale con delibera del 9 febbraio del 2006, n. 3, approvando all’unanimità la presa d’atto dei lavori per il raddoppio della S.S. 640, in seguito a quanto proposto dalla commissione consiliare permanente competente, aveva anche individuato le opere di compensazione da realizzare con fondi del Ministero dell’Ambiente e dall’economia ricavata dal ribasso a base d’asta. Obiettivo principale era la creazione dello svincolo nella zona di Anghillà che avrebbe ridisegnato l’urbanistica di Caltanissetta riequilibrando il traffico in entrata e in uscita della città privilegiando così il centro storico in attesa di un progetto di rilancio. E non solo; una strada di penetrazione così importante nell’idea di quelli che l’hanno proposta (il sottoscritto e i consiglieri Territo e Failla primi fra tutti), avrebbe agevolato tutti gli abitanti e gli operatori della zona est di Caltanissetta (Terrapelata, Xiboli, Santo Spirito) per evidenti e ovvie ragioni logistiche e di movimento.
Di questo e di altro non c’è traccia in termini concreti se non in un allegato del CIPE in cui si definiscono quest’opera e un’altra ventina di interventi sostanziali (gran parte nate dalla mente dell’Amministrazione Messana) come semplici “raccomandazioni”.
In seguito alle interrogazioni consiliari continue e pressanti del consigliere Michelangelo Lovetere abbiamo assistito invero a delle reazioni da parte dell’Amministrazione e degli uffici competenti ma il risultato è stato deludente se non nullo. Addirittura una conferenza dei servizi convocata poco tempo fa dall’Amministrazione è andata deserta.
A questo punto mi pare chiaro che l’Anas e non soltanto l’Anas non hanno alcuna intenzione di procedere alla realizzazione di questo svincolo e al risarcimento ineludibile e scontato dei danni subiti dall’ambiente e dal territorio. Considerando che ci sono ben 202 (leggasi duecentodue!) milioni di euro di ribasso a base d’asta a disposizione, pur prevedendo che gran parte di questi debbano essere messi presumibilmente a disposizione per le riserve relative ai lavori della galleria Sant’Elia, ne bastano e avanzano per dare risposte alla città e a precise indicazioni del sovrano Consiglio Comunale.
Il Sindaco e l’Amministrazione, ma a questo punto l’intero Consiglio Comunale, battano fortemente e tempestivamente (poiché i lavori sono iniziati) il pugno al fine di imporre all’Anas di rispettare le nostre legittime e sacrosante richieste, coinvolgendo anche la deputazione nazionale e regionale. L’alternativa è quella di adire le vie legali ma prima di intraprendere strade lunghe e pericolose sotto ogni punto di vista un tantino di voce grossa, finalmente, non farebbe male.
Michele Giarratana

