Salute

Lettera aperta di Modaffari sull’Ipab. “Basta speculazioni sulle spalle dei dipendenti”

Redazione

Lettera aperta di Modaffari sull’Ipab. “Basta speculazioni sulle spalle dei dipendenti”

Mer, 27/02/2013 - 17:13

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Giampiero Modaffari

SAN CATALDO – Lettera aperta del consigliere di Riprendiamoci la Città Giampiero Modaffari sulla situazione dell’Ipab, la casa di ospitalità per anziani ormai chiusa da più di due anni con trenta operatori senza lavoro.

Ennesimo scherzo di carnevale o pesce di Aprile per i  dipendenti (senza lavoro) della Casa di Ospitalità di San Cataldo.  L’autoproclamatosi  portavoce dell’attuale Commissario dell’IPAB di San Cataldo  (l’ex consigliere comunale Enrico Giannone) nonché rappresentate politico locale (a quanto pare) dell’On.le Gianluca Miccichè ha annunciato che, dopo tre anni di … digiuno (lo stipendio è fermo infatti al mese di ottobre 2010)  sarebbe arrivata, grazie all’interessamento del Commissario e del citato Onorevole, una boccata d’ossigeno (contributo regionale) per pagare – direttamente ai lavoratori – una mensilità di stipendio. Apprendiamo dallo stesso “portavoce nonché rappresentante politico locale” che insieme all’attuale Commissario si è recato all’Assessorato Regionale della Famiglia  e che lo stesso sta lavorando bene per gli interessi dei lavoratori e soprattutto nell’ottica della messa in atto di interventi mirati alla riapertura affinché gli anziani possano tornare all’IPAB per godere dei servizi della struttura locale. Nessuna meraviglia per questi proclami che denotano ancora una volta l’arcaica mentalità  politica degli “annunci”  post-datati, per prendersi meriti inesistenti. Infatti, nessun contributo regionale straordinario è stato concesso all’IPAB di San Cataldo, anzi la stessa non è stata ammessa al contributo (che altre IPAB della vicina Caltanissetta hanno ricevuto) per il semplice motivo che … non è al momento attiva. E di questo, il Commissario e  il “portavoce-rappresentante politico locale”  dovrebbero darne seriamente conto alla Città di San Cataldo, così come  il Sindaco Raimondi che  – in spregio alle sue prerogative – continua a sponsorizzare la permanenza dello stesso Commissario, ostinandosi a non nominare un Presidente ed un Consiglio di Amministrazione che svolgerebbero il loro ruolo a titolo puramente onorifico [gratuito]. D’altra parte ci risulta che ormai da diversi anni la struttura sia commissariata e che in quasi un anno dell’ultimo periodo di commissariamento, l’unica attività concreta e visibile messa in atto dall’attuale  Commissario  – così come emerge dal dibattito consiliare in cui è stata data lettura della propria relazione,  è quella di continuare a percepire il suo compenso attingendo ai contributi elargiti dalla Regione che altrimenti sarebbero stati ad appannaggio dei soli dipendenti. Per il resto il pagamento di una mensilità di stipendio per i dipendenti dell’IPAB (da quattro anni inattivi) è espressamente previsto da una legge regionale ed era già stato deliberato nello scorso mese di Novembre – come per tutte le IPAB siciliane -. E’ ovvio pertanto che non era assolutamente necessario sbandierare interessamenti vari o prendersi ancora gioco di tante famiglie di lavoratori che – abbindolati dalla politica che ha gestito il Comune negli ultimi quindici anni  – attendono – come le tante famiglie con anziani bisognevoli  di assistenza e cure,  che la Casa di Riposo riapra”.

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