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Giuseppe Cigna(Gruppo Misto):”La città attende il “Mahatma”, purchè…”

Redazione

Giuseppe Cigna(Gruppo Misto):”La città attende il “Mahatma”, purchè…”

Dom, 24/02/2013 - 17:56

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Giuseppe Cigna

CALTANISSETTA – Le affermazioni ultime di alcuni esponenti di ICS mi inducono ad intervenire perché ritengo che non si possa continuare ad assistere inermi al delirio che, troppo spesso e da più parti, ci viene propinato a dileggio delle persone, dei partiti tutti e delle diverse istituzioni, dalla Regione presieduta da Crocetta fino ad arrivare alla nostra Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Campisi . Se è pur vero che in democrazia il confronto, anche sulle criticità da affrontare, non deve mai venir meno è anche vero che quest’ultimo, per essere produttivo, abbisogna di un approccio realmente costruttivo e scevro da visioni manichee della realtà che spesso sconfinano nell’offesa o addirittura finiscono per minare la credibilità delle stesse istituzioni e la fiducia dei cittadini nel nostro ordinamento. Emblematico di tali effetti ,anche se sussiste una reale esigenza di rivisitazione del sistema elettorale, è stato l’invito rivolto ai cittadini ad astenersi dall’esercizio del diritto di voto. Un vero e proprio salto nel buio: dalla tanto conclamata “partecipazione” alla sterile astensione ! Una cosa è infatti migliorare la qualità della nostra democrazia attraverso una maggiore e più attenta partecipazione dei cittadini alle questioni che attengono alla “res pubblica”,altra cosa é negare l’importanza del voto e quindi di un istituto cardine della democrazia a cui, peraltro, si é giunti attraverso il sacrificio dei tanti che hanno lottato affinché la nostra Italia fosse libera e democratica. Proprio in questo momento di grande difficoltà , di crisi dalle proporzioni mai viste dal dopoguerra ad oggi,il nostro Paese ,la nostra città, hanno bisogno di ritrovare la fiducia in sé stessi e di cogliere innanzi tutto gli aspetti positivi da cui poter ripartire nonostante le difficoltà presenti. Non credo che giovi a qualcuno la demonizzazione ad ogni costo dell’avversario, per mero interesse di parte, tanto più se tutto ciò sfocia in una rappresentazione nichilistica della realtà e della vita delle istituzioni più o meno vicine a noi. Nell’ambito della grave crisi finanziaria che investe ormai tutte le amministrazioni comunali del nostro Paese,con più di 12 Comuni della nostra regione già al dissesto e tanti altri in fase di pre-dissesto, l’Amministrazione Comunale di Caltanissetta avrà potuto fare degli errori ma non certamente quello di affrontare la materia della solidarietà sociale in termini prettamente ragionieristici. Anzi, se volessimo soffermarci proprio sugli aspetti contabili ,non potremmo non rilevare che nell’esercizio finanziario del 2012 proprio tale spesa,diversamente dalle altre, è significativamente aumentata di circa un milione di euro (per lo più destinati ad adempimenti obbligatori) con un positivo riverbero sull’intera offerta dei servizi socio assistenziali. Bisogna dare atto che la razionalizzazione della gestione dei servizi sociali, attraverso l’aggiornamento di tutte le graduatorie per l’accesso alle prestazioni sociali, unitamente alle compartecipazioni previste dalle leggi vigenti, ha finalmente garantito l’accesso gratuito ai suddetti benefici anche da parte di tante altre famiglie disagiate che diversamente non avrebbero mai avuto la possibilità di beneficiare delle diverse tutele previste dalle normative vigenti. Appare evidente quindi che un sistema d’intervento realmente corretto, equo e pienamente solidale,fermo restando il diritto di tutti gli utenti alle prestazioni sociali necessarie, non può prescindere dal distinguere la posizione di nuclei familiari con redditi alti da quella di altri che vivono in pieno stato di povertà. Tutto ciò, oltre ad essere conforme alle norme vigenti, risponde certamente ad una condivisa esigenza etica e morale da cui non si può prescindere. Anche il tanto “vituperato” Consiglio Comunale ha approvato, in sede di esame del regolamento tarsu, diversi emendamenti bipartisan per prevedere esenzioni ed agevolazioni varie sia per le famiglie fortemente disagiate, anche con componenti affetti da patologie gravi accertate ai sensi della L.104/92 e s.m.i., sia per le attività produttive (servizi,esercizi commerciali,attività artigianali ,etc) che insistono in aree interessate da cantieri di lavori pubblici. A questo va aggiunto che, anche attraverso un confronto dialettico tra Giunta e Consiglio Comunale,si è riusciti a mantenere un regime di imposizione fiscale in materia di IMU (con particolare riferimento alla prima casa ) tra i più bassi applicati dai Comuni capoluogo d’Italia e comunque rispettoso delle agevolazioni praticabili per particolari situazioni di disagio (disabili e anziani ricoverati permanentemente presso strutture socio-sanitarie,assegnatari di alloggi popolari ,etc…) e per la ristrutturazione di immobili del centro storico. Quanto detto non rappresenta certamente la panacea di tutti i problemi ma è chiaro che si è avviata, nell’ambito della solidarietà sociale, una seria e responsabile razionalizzazione della gestione dei servizi, eliminando rendite di posizione,attivando controlli seri e puntuali e cercando al contempo di ottimizzare l’utilizzo delle risorse,all’uopo assegnate, al fine di potere allargare i margini d’intervento per situazioni di disagio sempre più diffuse e crescenti. Tutto questo mentre la Regione Siciliana ha già annunciato che le somme destinate ai distretti socio-sanitari,ai sensi della l. 328/2000, saranno pesantemente ridotte non solo per l’ultimo triennio (a tutt’oggi con accreditamenti della Regione datati al 2010) ma anche per il nuovo. Bene,allora, quale torto si può addebitare all’Assessore Firrone? Forse quello di non aver abbandonato,da buon “Schettino”,la nave in un mare in tempesta, appellandosi alla tanto conclamata “disobbedienza civile” a fronte di uno Stato ed una Regione troppo “avari”? E’ comprensibile la difficoltà di approccio per chi non è addentro a tali problematiche, ma nel caso in specie sarebbe stato sufficiente interpellare Fabio Ruvolo (assessore “in pectore” per eventuale apparentamento nel ballottaggio 2009), avvalendosi della sua competenza in materia, già da tempo apprezzata dall’Amministrazione comunale,per avere contezza di quali e quante siano le difficoltà da affrontare in tale ambito. Ormai i tempi che viviamo non consentono alcuna speculazione demagogica e impongono, più che “la disobbedienza civile”, un rinnovato impegno volto ad alzare, in ogni ambito, il livello di responsabilità e ,perché no, anche di competenza amministrativa, in mancanza della quale non ci sarà certamente “Mahatma” che possa varcare la soglia di Palazzo del Carmine senza cadere alla prima rampa di scale……..!

Giuseppe Cigna (Consigliere Comunale – Gruppo misto)

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