SAN CATALDO – Anche i disabili gravi, per la prima volta nella storia di San Cataldo, hanno potuto votare per le elezioni politiche 2013 che si sono appena concluse. Immobilizzati o gravemente impediti, hanno ricevuto a casa il seggio mobile. A dare il via a questa buona pratica di esercizio del diritto al voto e’ stato il tribunale per i diritti del malato, che per realizzare questa iniziativa ha dovuto superare assurde enormi difficoltà, a dimostrazione che non esistono solo barriere architettoniche.”Il nostro comune – dichiara Rosetta Anzalone, componente del Tribunale dei Diritti del Malato – e’ sprovvisto di quel necessario censimento, che consentirebbe la conoscenza, la quantificazione, la tipologia delle disabilita’ e che permetterebbe la predisposizione di servizi finalizzati. il tdm e’ ricorso al passaparola per creare un provvisorio e sicuramente incompleto elenco di persone, che hanno sottoscritto la richiesta di ammissione al voto domiciliare. e’ stato quindi informato il medico del distretto, che ha dovuto constatare la gravita’ della malattia e rilasciare un certificato da allegare alla richiesta stessa. sono stati predisposti pure i certificati elettorali, necessari per chi ormai da tempo era stato escluso da questo diritto. Per contro il tdm ha trovato ampia disponibilita’ nel personale dell’ufficio elettorale e negli stessi presidenti di seggio, i quali nei giorni delle votazioni hanno telefonato in casa degli interessati, per scegliere insieme a loro il momento piu’ opportuno per questa occasione di grande valore civico e democratico. Si e’ tracciato cosi’ un percorso che l’assessore Giuseppe Anzalone intende utilizzare da oggi in poi per il voto a domicilio, convinto oltretutto che non basta pubblicare sul sito del Comune l’invito a presentare richiesta di voto domiciliare: il mondo della disabilita’ necessita di attenzioni che vanno oltre la burocrazia. E’ bene ricordare a tal proposito che i movimenti e le associazioni di volontariato svolgono un ruolo sussidiario, di collaborazione e di aiuto, ma che tra i doveri politico-istituzionali dell’ amministrazione comunale rientra quello di progettare e mettere in atto quei servizi alla persona, che facilitino la vita a chi e’ escluso dalla vita sociale”.
di Redazione 3
Gio, 05/03/2026 - 12:17

